

Nella mappa qui sopra, le buchette presenti nel Centro Storico di Firenze.
Sotto, tutte quelle rilevate nel territorio comunale.


Non esiste un elenco "ufficiale" delle buchette del vino, nel senso che non sono catalogate in nessun archivio pubblico e né Stato, né Regione o Comune o Soprintendenza o qualsiasi altra istituzione custodiscono una sistematica memoria di questo particolare patrimonio.
La nostra Associazione vuole essere custode e testimone aggiornata dell'esistenza e dello stato di conservazione delle buchette del vino e ha lavorato per mesi ad un censimento che ha raggiunto ad oggi i risultati che potete vedere in questa pagina. I numeri sono destinati a mutare via via che si scopre qualcosa di nuovo, grazie alle nostre ricerche ma anche alle indicazioni e ai documenti che riceviamo in continuazione su qualcosa che ci è sfuggito o che abbiamo sbagliato a catalogare.
In questa logica di "censimento aperto" non avremo mai la pretesa di aver detto tutto ciò che si può dire né sulle buchette fiorentine né più in generale su quelle di tutta la Toscana. Ma non per questo rinunceremo a mettere dei punti fermi su ciò che abbiamo raccolto, a cominciare dalla realizzazione della mappa dettagliata che è possibile consultare attraverso questo link: https://goo.gl/F2Kh21
Qui accanto il colpo d'occhio che ci fa vedere la concentrazione di soggetti nel Centro Storico, la presenza fuori dalle mura cittadine e, allargando ulteriormente l'orizzonte, nell'intero territorio toscano (qui sotto).
Nella mappa qui sopra: le altre 37 località della Toscana dove si possono incontrare ancora oggi
alcune buchette del vino.
A FIRENZE
dentro le mura
164
A FIRENZE
fuori le mura
28
A FIRENZE
rimosse
111
IN TOSCANA
fuori Firenze
121
dati aggiornati al 16 dicembre 2025
STRADA PER STRADA, L'ELENCO AGGIORNATO
Due pdf distinti dove sono riportati gli elenchi completi delle buchette finora individuate sull'intero territorio comunale di Firenze (primo file) e nel resto della Toscana (secondo file).
Ogni documento è' sfogliabile e scaricabile, cliccando sull'icona in alto a destra nel riquadro.
Gli elenchi sono soggetti a continui aggiornamenti. Riportano le referenze in ordine alfabetico per località e per indirizzo.
Sono nate e sono state utilizzate per secoli come "Finestre del vino", passaggi per niente segreti attraverso i quali milioni di fiaschi sono entrati vuoti per uscire ricolmi. Ma al giorno d'oggi, è ancora possibile gustarsi un bicchiere di quello buono con questa modalità?
Diciamolo chiaramente: la vendita del vino segue oggi altre logiche e altri canali commerciali. Però esistono ancora nel centro di Firenze diversi locali pubblici dove si può bere e mangiare in compagnia di una buchetta, e in alcuni casi particolari, ricevendo ciò che si è ordinato attraverso l'apertura nel muro.
Quante e quali sono le osterie, i ristoranti, i locali che vantano ancora oggi un'autentica buchetta sulle proprie pareti? Eccoli nel riquadro qui accanto, sono 20 e li elenchiamo in ordine... di numero, cioè seguendo la nostra catalogazione utilizzata sia nell'elenco ufficiale qui sopra che nella Photo Gallery che trovate nell'apposita sezione del sito: gli indirizzi li potete trovare facilmente da soli!
I locali segnati in rosso sono quelli che hanno ripristinato la buchetta del vino e, a richiesta, servono vino, caffè, cappuccino, aperitivi e... gelati secondo l'antica usanza!
Buona ricerca, dunque!


20. Cantina del Gelato
22. Gelateria Royale
25. Osteria delle Belle Donne
26. La Buchetta Food&Wine
30. DiVin Boccone
40. Caffè Duomo
50. Trattoria Osteria da Que’ Ganzi
60. Osteria San Fiorenzo
63. Vivoli Gelateria
65. Burgez
82-83. Il Latini
86. Finisterrae
89. Pietrabianca
104. Cantina de'Pucci
111. Grande Nuti
121. La Buchetta Food&Wine
129. Babae
139. Fiaschetteria Fantappiè
143. Cafè Odeon
153. Ristorante Buca Lapi
Borgo degli Albizi, 10
50122 Firenze
La buchetta del vino è ospitata nel trecentesco Palazzo da Filicaia. Sulla facciata si notano un busto che ricorda il famoso poeta Vincenzo da Filicaia e uno scudo con l’ arme della famiglia dei da Filicaia (d'oro, a tre scaglioni di rosso).
La buchetta è intagliata nel legno del portone d’ingresso ed è visibile solo dall’interno. Seppur oggi sia interamente verniciato rimane perfettamente visibile lo sportellino originario con i segni inconfondibili dei cardini.
Via delle Belle Donne,16r
50123 Firenze
Sulla destra del portone del Palazzo Giacomini/de Larderel si trova la buchetta dotata ancora della sua porticina originale. Appartiene a un locale che nel 2022 l'ha restaurata e risperta alla somministrazione. La sua forma è molto simile alla buchetta poco distante in via delle Belle Donne n.2, presentano infatti entrambe una robusta cornice rettangolare in pietra a filo della facciata. Cm 34,5x22,5.

Via Gino Capponi, 26
50121 Firenze
È la buchetta del grandioso Palazzo Capponi Farinarola fatto costruire da Alessandro Capponi nel 1705, al tempo si trovava nella periferia della città immerso nel verde tra orti e giardini. Al centro della facciata spicca l’imponente stemma bianco e nero della famiglia Capponi. Anche in questo caso, come per la palazzina al n.20, la buchetta del vino è ricavata all’interno dell’inferriata di una finestrina alla destra del portone principale, in corrispondenza del marciapiede.
Via del Corso, 2
50122 Firenze
Il tratto di strada va da via del Proconsolo a via dei Calzaiuoli, nella zona del centro storico. La via costituiva la parte orientale del Decumano maggiore della Florentia romana. La buchetta si trova al n.2 ma non è visibile dall’esterno poiché coperta da un piccolo pannello di legno. Dall’interno però è rimasta integra, perfettamente inserita nell’inferriata della finestra con la sua forma inconfondibile.
Via de' Bardi, 30r
50125 Firenze
Letteralmente incastonata nel bugnato della facciata di palazzo Capponi delle Rovinate, è questo uno dei pochi esempi di buchetta con cornice di pietra a due elementi. L'apertura un po' allungata, di 36x20 cm, ospita una porticina originale di legno con il suo bel pomello di ferro su cui cadeva il batacchio, oggi non più presente.

Via delle Caldaie, 30r
50125 Firenze
L’angolo tra via delle Caldaie e via della Chiesa prendeva il nome di Canto dei Dati poiché vi abitarono i personaggi più illustri della famiglia Dati.
La buchetta è ricavata all’interno della grata della finestra al piano terra. Si riconosce ancora oggi la perfetta forma ad arco e il martello, usato in passato per richiamare l’attenzione del cantiniere. Oggi la buchetta è tornata attiva, è di proprietà del locale DivinBoccone che si occupa della sua salvaguardia e valorizzazione.
Borgo degli Albizi, 21
50122 Firenze
Questo edificio come altri in questa via, era di proprietà della famiglia degli Albizi. Dalla facciata a intonaco emergono gli elementi architettonici in pietra tipici dell’architettura fiorentina del Rinascimento. La buchetta del vino non è facilmente individuabile poiché intagliata sul legno dell’anta sinistra del portone d’ingresso.

Via delle Caldaie, 28
50125 Firenze
Questo tratto tra via del Campuccio e via della Chiesa un tempo era un terreno coltivato e prendeva il nome di via del Noce. La denominazione attuale si deve alle numerose caldaie della zona che servivano a riscaldare le pozze per la tintura dei panni. Il Palazzo d'angolo ha degli ornamenti settecenteschi e una buchetta incastonata nella parete sotto una finestra. Murata di recente e coperta da un intonaco spugnoso, ha una cornice fiammeggiante e misura cm 32,5x21,5.

Via delle Casine, 6
50122 Firenze
La strada faceva parte di uno dei quartieri più poveri della città, appena fuori le mura dove si trovavano le piccole case dei pescatori. L’elegante portone verde di Palazzo Pontenani conserva alla sua destra una piccola buchetta. La sua forma riproduce fedelmente quella del portone d’ingresso. Fino a poco tempo fa oltre allo sportellino era dotata di batacchio, recentemente scomparso a seguito di un atto vandalico.

Via de' Federighi, 2
50123 Firenze
La fortuna della famiglia Federighi a Firenze è legata all’Arte dei Medici e degli Speziali e alla mercatura.
La strada prende il nome da Palazzo segnato dai nn. 3 - 5 che si trova tra via della Vigna Nuova e p.zza S.Pancrazio. Davanti a questo edificio in quelle che un tempo furono le case di proprietà della famiglia Rucellai, notiamo un finestrino del vino murato, con la cornice realizzata in un solo blocco di pietra che misura cm 29,5x15.
Via delle Belle Donne, 2
50123 Firenze
E' la buchetta di palazzo Viviani della Robbia, particolarmente visibile per la sua felice posizione e per la grande targa di pietra che la sovrasta con tutti gli orari di apertura della CANTINA. Ancora dotata della sua bella porticina di legno, presenta una massiccia cornice rettangolare in pietra a filo della facciata.


Via Fiesolana, 5
50121 Firenze
Il nome di questa via risale al tempo delle penultime mura della città, di qui passava la strada che conduceva a Fiesole. Al n. 5 si trova un edificio cinquecentesco sede dell’Istituto per le case popolari, al fianco del portone d’ingresso si nota la piccola buchetta con la porticina originale e la cornice in pietra di cm 33x19.
Via della Chiesa, 41
50125 Firenze
Si trova accanto al portone di ingresso di Palazzo Accolti, con un sontuoso stemma in facciata ed un cartiglio che ricorda l’impegno politico della famiglia alla corte de’ Medici.
La buchetta di cm 33x20 è murata ed incastonata nella parete dell’edificio, ha una forma leggermente allungata ed una cornice in pietra.

Borgo degli Albizi, 11
50122 Firenze
Questa buchetta si apre sulla facciata del palazzo e della torre Donati. Ancora dotata della sua porticina, è priva del batacchio ma presenta ben conservato il pomello su cui una volta batteva per bussare. La cornice ricavata in un unico blocco di pietra contiene un'apertura a tutto tondo di cm 30x19,5.
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Borgo degli Albizi, 12
50122 Firenze
Quella degli Albizi fu una delle maggiori casate fiorentine. Sulla maestosa facciata del Palazzo, ornata dagli antichi stemmi di famiglia, dell’Arte della Lana e dell’Arte del Calimala, si nota sulla destra del portone, la buchetta del vino. La cornice semplice in pietra serena presenta l'apertura di cm 30x19,5 murata.
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Una scheda per ogni buchetta
Borgo degli Albizi, 17
50122 Firenze
Si trova sotto una finestrina a lato del portone principale di Palazzo Londi.
La cornice esterna è in pietra serena con arco a tutto sesto. Riadattata a cassetta portalettere, presenta una porticina non originale in ferro con un foro per le lettere. L'apertura è a tutto sesto e misura cm 32x20.

Borgo degli Albizi, 26
50122 Firenze
Accanto al portone d'ingresso del Palazzo Ramirez-Montalvo, ha una cornice in granito con una forma centinata molto particolare e assolutamente unica tra le buchette finora documentate. Il foro centrale, che attualmente non sfonda all'interno, misura cm 28x20 e si presenta protetto da un vetro.


Via dell'Anguillara, 14
50122 Firenze
La strada prende il nome dalla forma dei tralci di viti, somiglianti ad un fascio di anguille, che qui un tempo venivano raccolti a mazzo. La buchetta si trova sulla facciata del trecentesco Palazzo di Baldaccio d'Anghiari conte dell'Anguillara e fa angolo con via dell’Acqua. È priva di cornice ma presenta ancora lo sportello oggi decorato da un artista ignoto. Cm 30,5x17,5.
Via de' Bardi, 31
50125 Firenze
I fiaschi passavano qui da un'apertura priva di cornice ma evidenziata da una bella targa arrotondata che recita, a scanso di equivoci: CANTINA. STA APERTA DALLE 9 ALLE 3.Chiusa da un vetro, viene anche adesso utilizzata per comunicare gli orari d'apertura del locale al quale appartiene.

Via Battisti, 6
50122 Firenze
Singolare buchetta posizionata ben distante dal portone d’ingresso del palazzo che fiancheggia la Basilica della Santissima Annunziata. Dotata ancora del suo originale sportellino e del pomello su cui una volta si poteva bussare con il batacchio, misura 31x18,5.
La cornice ad arco ribassato è incastonata nella facciata.

Via del Castellaccio, 39r
50121 Firenze
Spesso celata dal posteggio delle macchine, questa buchetta si trova sotto una piccola finestra di una delle case che un tempo furono di proprietà della famiglia de’ Bardi. La buchetta oggi è murata ma conserva una preziosa cornice in pietra serena ad arco fiammeggiante. Misura cm 28x19.

Via Gino Capponi, 20
50121 Firenze
In questa palazzina tutt’altro che pretenziosa troviamo una buchetta del vino inserita in una grata di ferro in corrispondenza del marciapiede. Per quanto possa apparire inusuale questo finestrino è situato proprio in corrispondenza della cantina del palazzo nel quale sicuramente veniva immagazzinato il vino da vendere dalla buchetta sulla pubblica via.
Via degli Alfani, 82
50121 Firenze
In angolo con via Ricasoli si trova il palazzo che ospitava il Casamento delle Monache di San Niccolò di Cafaggio (sul portale lo stemma trecentesco del monastero). In corrispondenza del muro esterno della facciata troviamo una buchetta scalpellata nella pietra con il fondo murato. La cornice presenta un arco fiammeggiante e l'apertura misura cm 32x19.


Via del Fico, 13r
50122 Firenze
Questa piccola stradina che collega via delle Pinzochere a via Da Verrazzano, una volta prendeva il nome di via del Pepe poiché vi si trovavano i magazzini della spezia commerciata dalla famiglia Pepi. Il nome attuale pare derivi da una pianta di fico esistente lungo la via.
Il Palazzo Pepi/Ferri che fa angolo con via de’ Pepi ha in facciata una buchetta del vino murata che si trova sotto una piccola finestrella. La cornice ad arco ribassato misura cm 30,5x19,5.
Via de' Bardi, 15
50125 Firenze
Nell’andare da Ponte Vecchio a piazza de’ Mozzi, sulla destra incontriamo una delle buchette più rovinate di tutta la città, in una posizione quasi frontale rispetto alla buchetta di Palazzo Capponi. Difficilmente visibile anche dai più acuti osservatori, la buchetta murata si trova racchiusa all’interno di un antico arco cieco e misura cm 36x24.

Via de' Bardi, 44
50125 Firenze
Al n. 44 di via de’ Bardi si scorgono i resti di un’antica torre appartenuta alla famiglia Bardi il cui palazzo si trova sul lato sinistro al n. 25. La buchetta del vino anche in questo caso non è facile da vedere poiché è intagliata sul legno del portone d’ingresso.

Via Fiesolana, 35
50121 Firenze
Quasi all’incrocio della strada con via dei Pilastri, sulla facciata di un palazzo tutt’altro che pretenzioso, si nota una buchetta del vino. Posta sotto una finestra un tempo adibita a cantina, presenta una cornice con l’arco a sesto acuto, chiamato anche “a Cappuccina” poiché ricorda il cappuccio dei frati. Le misure della cornice sono cm 33,5x22.
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Via Alighieri
50122 Firenze
Sono due buchette gemelle, poste ai lati di un'apertura che oggi funge da cabina elettrica, sulla parete laterale, senza numero civico, del Palazzo Stiozzi Ridolfi. La cornice è in quattro elementi di pietra e l'interno risulta murato e dipinto.
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Via dell'Ardiglione, 41
50124 Firenze
La cornice di questa buchetta ha un aspetto rustico ed è ricavata da un unico blocco di pietra. Presenta ancora lo sportellino in cui si notano i segni dell’antico batacchio scomparso a seguito di atti vandalici. La finestra soprastante, in origine doveva essere la cantina dalla quale si accedeva da via de’ Serragli, via principale. Misure dell'apertura: cm 31,5x19,5.

Via de' Benci, 3
50122 Firenze
La buchetta di Palazzo Bardi-Sarzelli un tempo doveva trovarsi sulla facciata dell’edificio, mentre oggi è conservata all’interno del ristorante “La Buchetta food and wine” che da lei prende il nome. Ancora dotata della sua originale porticina si trova all’interno di una pietra rettangolare con un'apertura a tutto tondo di cm 39,5x22.


Via de' Benci, 20
50122 Firenze
Siamo in uno dei palazzi più eleganti del centro storico di Firenze: Palazzo Mellini-Fossi, esternamente decorato da affreschi del pittore Giovanni Stolf. Un grande stemma dipinto sopra il portone celebra il matrimonio tra Cosimo II de' Medici e Maria Maddalena d'Austria. La cornice della buchetta riprende la forma fiammeggiante del sontuoso portone d’ingresso e presenta ancora l’antica porticina in legno di cm29,5x20,5.
Via Ghibellina, 73
50122 Firenze
Il grandioso Palazzo Guicciardini, già Corsi Salviati fu ultimato nel 1697. In facciata presenta l’imponente stemma in pietra della famiglia Corsi.
Per vedere la buchetta del vino dobbiamo abbassare lo sguardo all’altezza del marciapiede sulla sinistra del portone. La buchetta è intagliata nella pietra del Palazzo, ormai priva di sportello originale conserva però la sua forma intatta.

Via dei Bentaccorti, 6
50122 Firenze
Questa strada curvilinea segue il perimetro dell’Anfiteatro romano.
La buchetta murata con mattoni, si trova sulla sinistra del portone di un gruppo di case un tempo di proprietà della famiglia Peruzzi. Leggermente più in basso rispetto ad altre buchette fiorentine, è posta sotto una finestra che in origine doveva essere la cantina del palazzo. La cornice è in pietra ed ha un arco a tutto sesto. Apertura di cm 30x20,5
Via Fiesolana, 12
50121 Firenze
Una strada in cui si susseguono finestrini del vino e lapidi commemorative. Al n. 12 troviamo una lapide posta sulla facciata del palazzo in cui si ricorda Paolo Mascagni, importante anatomico vissuto a metà Settecento. Lo stesso edificio ospita una buchetta murata che ha una forma leggermente allungata. La cornice misura cm 31,5x20.
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Via dell'Ardiglione, 13
50124 Firenze
Il nome di questa strada deriva dal suo andamento ad angolo retto che ricorda una parte della fibbia.
La buchetta si trova sotto una semplice finestra di un palazzo tutt’altro che pretenzioso e presenta una cornice a tutto sesto, con l’interno murato di cm 30x19.

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Piazza del Duomo, 29r
50122 Firenze
La buchetta del palazzo Naldini del Riccio si apre direttamente nel legno del grande portone d'ingresso, in una modalità tanto insolita (solo 9 casi in tutta Firenze) quanto pratica. Misura cm 32x20,5 e deve aver visto transitare un bel numero di fiaschi, in quella posizione così centrale e privilegiata in cui si trova.
Via Gino Capponi, 10r
50121 Firenze
È la buchetta di Palazzo della Crocetta, sede attuale del Museo archeologico nazionale di Firenze. Murata e priva di porticina, la cornice esterna è ricavata da un unico blocco di pietra ed ha la cornice ad arco ribassato. Misura cm 25x18,5

Largo Bargellini, 5
50122 Firenze
Sulla sinistra della Basilica di Santa Croce, a fianco di un palazzo cinquecentesco con un imponente stemma della famiglia de’ Medici, davanti al porticato trecentesco detto delle Pinzochere, troviamo una buchetta murata di cm 32x18,5 facilmente visibile, con una cornice ad arco a tutto sesto in pietra serena .
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Via degli Alfani, 78r
50121 Firenze
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Borgo degli Albizi, 27
50122 Firenze
Sarà per la sua forma particolare ad arco inflesso che questa buchetta ha ispirato l'intervento "artistico" che vediamo. Senza alcuna cornice, ricavata direttamente nell'intonaco sotto una finestra ingonocchiata di palazzo Tanagli, è attualmente murata ma ancora ben riconoscibile.
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Via degli Alfani, 84
50121 Firenze
Nell’ultimo tratto della strada, tra via Ricasoli e via Cavour si nota un edificio di gran pregio: il Palazzo Baldi delle Rose. Nascosta sotto la finestra inginocchiata, al piano terra del Palazzo, appare un’elegante buchetta murata che misura cm 30x19,5.


Via Buonarroti, 13
50122 Firenze
Si trova sull’imponente facciata di Palazzo Lapi, famoso per le sue decorazioni a graffiti quattrocenteschi. La buchetta perfettamente incastonata nella parete dell’edificio, presenta una cornice a tutto sesto e misura cm 30,5x16,5. Oggi è murata e si confonde nel colore grigio della facciata.
Piazza dei Ciompi, 13
50122 Firenze
La buchetta si trova sulla sinistra dell’elegante portone d’ingresso del palazzo che si affaccia sulla grande piazza. È contenuta all’interno di una cornice in pietra a filo di facciata, ha una forma allungata molto particolare e misura cm 30x18.

Via del Corno, 5
50122 Firenze
Le case di questa piccola stradina erano di proprietà della famiglia del Corno. Sulla destra di un elegante portone al quale si accede salendo tre gradini, si trova la buchetta oggi murata, contenuta in una cornice rettangolare in pietra a filo di facciata. Misura cm 31x20.

Via Fiesolana, 31
50121 Firenze
La buchetta si trova sulla facciata di uno dei più eleganti palazzi della strada, riconoscibile dallo stemma sulla porta di ingresso.
Il finestrino è murato, ha una cornice in pietra a tutto sesto che misura, all'interno, cm 25x18.
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Via Alighieri
50122 Firenze
Guardando la parete, questa è la buchetta sulla nostra destra, gemella dell'altra che si trova pochi metri più in là sulla sinistra. La cornice è in quattro elementi di pietra e anche in questo caso l'interno è stato murato e dipinto.
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Via de' Bardi, 3r
50125 Firenze
Svoltando da piazza dei Mozzi entriamo in via de’ Bardi.
La strada è lunga e stretta e corre tra imponenti palazzi antichi.
Al n. 3r troviamo la prima buchetta del vino della via, non è semplice individuarla perché è intagliata in un antico portone di legno ad oggi molto rovinato.

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Via de' Giacomini, 1
50123 Firenze
Anticamente questa piccola strada prendeva il nome di Chiasso delle Lappole, le Lappole erano frutti uncinati che si attaccavano facilmente alle vesti. Prese poi il nome dei Giacomini che su via Tornabuoni avevano edificato un imponente palazzo confinante con via dei Giacomini rimasto di proprietà della famiglia fino al 1793, per poi passare successivamente alla famiglia Larderel. Proprio in via dei Giacomini si trova la buchetta del vino, non facile da individuare, intagliata nel legno del portone al civico 1.
Via de' Ginori, 7
50123 Firenze
Il Palazzo della famiglia Neroni, riconoscibile dallo stemma al centro della facciata, ha un bugnato rustico che sporge sulla facciata al pian terreno. La famiglia fu una grande alleata dei Medici, fino a quando Diotisalvi Neroni complottò con i Pitti contro Piero de' Medici e fu costretto all’esilio con la famiglia. Anche questo Palazzo aveva la sua buchetta, oggi murata, che è incastonata in una grande pietra alla destra del portone.

Via de' Ginori, 19
50123 Firenze
La particolarissima buchetta di Palazzo Tolomeo Biffi si nota solo se abbassiamo lo sguardo: alla destra del portone infatti, all’altezza del marciapiede e sotto una grande finestra inginocchiata, si scorge il finestrino, intagliato nella facciata in pietra.
Murato e privo di cornice, rimane oggi ancora visibile la sua originaria forma fiammeggiante.

Via Guelfa, 82
50129 Firenze
Questa strada anticamente aveva, per ogni tratto, una diversa denominazione. Via del Palagetto si trovava tra via Nazionale a via Montanelli ed è proprio qui che incontriamo la palazzina Grandini con la sua magnifica buchetta in pietra serena. Negli ultimi anni l’interno della buchetta è stato tamponato e l’intera buchetta si è trasformata in una buca per le lettere.

Borgo La Croce, 59
50121 Firenze
Nel tratto di strada tra via della Mattonaia e piazza Sant’Ambrogio.
I civici dal 55 al 65 facevano parte delle Case del Conservatorio di Sant'Ambrogio. Il n. 59 si distingue per la presenza della buchetta del vino al lato del portone.
La buchetta oggi è murata all’interno ma presenta una cornice in pietra serena ancora ben conservata.

Via Magalotti, 19r
50122 Firenze
La strada si caratterizza da una serie di archi trecenteschi che si susseguono lungo la parte destra.
In corrispondenza del civico 19r troviamo la facciata laterale di palazzo Peruzzi (l’ingresso era su via Borgo de’ Greci), in basso in corrispondenza di una finestra l’inconfondibile buchetta del vino oggi murata, con la cornice in pietra serena.

Via Maggio, 40
50125 Firenze
La buchetta del vino è tra il civico 40 e il 60r di via Maggio.
Si tratta di una buchetta del vino molto antica: la cornice usurata dal tempo è in pietra serena, inoltre si può ammirare ancora il raro e originale portoncino in legno con i segni del dado in ferro e dell’antico martello (o batacchio).

Via di Mezzo
50121 Firenze
A Firenze esistono delle strade che corrono lunghi i borghi dette un tempo “forche” che convergono verso lo stesso punto formando un angolo acuto. Ce n’è una che ha come vertice piazza Sant’Ambrogio e come lati si chiamano via Pietrapiana e via dei Pilastri mentre la base è su Borgo Pinti. Via di Mezzo non è che l’altezza di questo triangolo, è la via che segna la mezzeria della forca.
Percorrendo via di Mezzo, a pochi passi da piazza Sant’Ambrogio, troviamo l’Oratorio di San Michele della Pace con una bellissima buchetta del vino con la cornice in pietra serena in cui è incisa la parola “Limosine” cioè elemosina. Del resto non è una novità che gli edifici religiosi vendessero il prodotto delle loro vigne dalla loro buchetta, anche il vicino Spedale di Santa Maria Nuova aveva la sua buchetta.


Via Ghibellina, 80
50122 Firenze
Una delle vie più lunghe del centro storico che parte dalla Badia Fiorentina e arriva ai viali di circonvallazione. La strada anticamente era senza sfondo, fu aperta nel 1260 dopo la vittoria dei ghibellini nella battaglia di Montaperti, con lo scopo di portare rinforzi ghibellini a Firenze. Al n. 80 sulla facciata di un edificio modesto si trova la buchetta del vino murata, contenuta all’interno di una cornice in pietra a filo di facciata.Misure: cm 33,5x20,5.
Via del Giardino Serristori, 25
50125 Firenze
Attorno al grande palazzo la famiglia Serristori possedeva anche un giardino al quale si accedeva da questa piccola stradina che costeggia il retro della chiesa di San Niccolò.
Quasi all’angolo con via dell’Olmo e via dei Renai si trova una buchetta del vino davvero singolare, intagliata in una porticina verde d’ingresso all’edificio
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Via de' Ginori, 11
50123 Firenze
Palazzo Ginori venne costruito per volere di Carlo Ginori nel 1516 dall’architetto Baccio d’Agnolo.
Si sviluppa su tre piani, nei due piani superiori le finestre a tutto sesto incorniciate da bugnato in pietraforte mentre il piano terreno mostra cinque finestre rettangolari. Sotto una di queste si trova un elegante finestrino del vino ad oggi ben conservato, privo di cornice, con ancora la sua porticina originale.


Via de' Giraldi, 4
50122 Firenze
Il Palazzo, denominato ‘Casa dei Boscoli’, conserva un carattere trecentesco, pur essendo coperto da un falso bugnato.
La buchetta del vino è a destra del portone d’ingresso ed è stata riadattata a cassetta portalettere, pertanto la porticina attuale non può essere quella originaria. La cornice è in pietra serena con arco a tutto sesto e riproduce fedelmente – come spesso accade - la forma del portone.

Via Isola delle Stinche, 2
50122 Firenze
Il curioso nome di questa strada è dovuto a un edificio di fine Duecento contornato dall’acqua dei fossi che lo cingevano in ogni lato, questo fortilizio quadrato era privo di finestre all’esterno tanto da assumere il carattere di un’isola. Il nome Stinche invece venne attribuito quando l’edificio divenne il nuovo carcere (il Comune guelfo espugnò il Castello dei Cavalcanti detto Le Stinche e i prigionieri inaugurarono il nuovo edificio che prese il nome “L’Isola dei catturati alle Stinche” che poi per brevità divenne “Isola delle Stinche”).
Al n. 2 sorgeva Casa Ricasoli di cui si vedono due stemmi, uno sul portoncino e uno sull’angolo in alto.
La buchetta del vino oggi tappata è ben conservata ed è inserita all’interno di una cornice di pietra serena.
Via de' Macci, 77r
50122 Firenze
La ghibellina famiglia de’ Macci fu tra le più potenti a Firenze nel Duecento Costretta poi a subire confische e persecuzioni si vide costretta a trasferirsi in case tutt’altro che pretenziose nel quartiere di Santa Croce.
La strada aveva una volta diversi nomi: da via dell’ Agnolo a piazza Sant’Ambrogio prendeva il nome di via dei Pentolini, da un’osteria che vendeva pentolini di mostarda.
Al n. 77r si trova una buchetta del vino con un nuovo sportellino in legno. La cornice in pietra invece è nascosta dalla vernice, infatti è stata tinteggiata più volte, anche di verde.

Via Maggio, 7
50125 Firenze
Palazzo Ricasoli Firidolfi è considerato il più importante della via per l’imponenza architettonica e lo stato di conservazione.
La buchetta del vino del palazzo, perfettamente conservata, si trova sul lato sinistro a fianco della terza finestra inginocchiata. Oggi è tamponata e presenta ancora la cornice in pietra serena. La stessa buchetta ha poco più in alto una piccola finestra probabilmente usata in passato per far arieggiare la cantina.

Via Malenchini, 2/2
50122 Firenze
Palazzo Bardi si trova all’angolo tra via de’ Benci e via Malenchini.
Si tratta di un edificio quattrocentesco, la lapide in facciata ricorda la “Camerata fiorentina di casa Bardi”, in questo Palazzo infatti si riuniva una comitiva di artisti, musicisti e letterati amanti del melodramma teatrale.
La buchetta del vino non si trova nella facciata principale ma in quella laterale che da su via Malenchini: è tra le buchette del vino più antiche della città ed è perfettamente conservata. Presenta la cornice in pietra serena e l’originalissima porticina in legno in cui sono presenti ancora i segni dell’antico martello.

Via Fiesolana, 13
50121 Firenze
La via collegava la città alla campagna e questo permetteva a diverse famiglie la produzione e la vendita del vino su strada. Un terzo finestrino lo incontriamo al n. 13, sotto una finestra a fianco del portone principale. La forma è leggermente allungata, la cornice in pietra serena è oggi murata e misura cm 32x19.
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Via de' Geppi, 1
50125 Firenze
Una piccola stradina collega via Santo Spirito con il Lungarno Guicciardini. Qui si trovavano le case dei Geppi. L’ultimo discendente della famiglia morì nel 1764 e dei Geppi rimase solo il nome di questa strada.
Il finestrino si trova quasi in angolo con via Santo Spirito, appartiene alla Torre de’ Lanfredini. Ben conservato, oggi riadattato a per contenere i campanelli del palazzo.
La cornice misura cm 33x20.
Via Ghibellina, 121
50122 Firenze
È la buchetta di Palazzo Baroncini acquistato dalla famiglia nella prima metà del Settecento (prima di proprietà dei Soderini), tipico nello stile di Giovan Battista Foggini.
Solo un acuto osservatore potrebbe accorgersi di questo finestrino, murato e privo di cornice, si trova nascosto sotto la grande finestra a mensola che fiancheggia il portone d’ingresso.


Via del Giglio, 2
50123 Firenze
Sulla facciata di Palazzo Bartolini Salimbeni Vivai si trova una delle buchette più graziose
e meglio conservate della città.
Rappresenta al momento un unicum nel suo genere, incorniciata da una sorta di portale di un palazzo rinascimentale, con ancora la sua originale porticina. Poco distante una targa lapidea indica l’orario e il periodo per la vendita del vino. Apertura cm 31x19,5.
Via de' Ginori, 14
50123 Firenze
È la parte posteriore del Palazzo Medici Riccardi e si estende da dopo il muro merlato che chiude il giardino. Visibile in facciata lo stemma dei Riccardi formato da una chiave. Il finestrino è visibile dall’interno, intagliato nel legno del portone d’ingresso e ben conservato, ha ancora i cardini funzionanti per permetterne l’apertura .All'esterno è stato ricreato il profilo.
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Borgo de' Greci, 1a
50122 Firenze
È la buchetta di Palazzo DeMari-Cybo, un imponente edificio con arcate trecentesche che fa angolo tra via de’Benci e Borgo de’ Greci. In origine era un tutt’uno con Palazzo Caccia Peruzzi che si trova in via de’ Benci ai civici 19-21. La cornice in pietra serena è perfettamente conservata. È una delle buchette fiorentine ad aver riaperto la vendita al pubblico.

Via Isola delle Stinche, 7r
50122 Firenze
All’angolo con via della Vigna Vecchia si trova un imponente edificio Quattrocentesco, Palazzo Lottini ornato da un bellissimo, stemma sostenuto da una mensola con nastri svolazzanti.
In facciata si trova una lapide in marmo dedicata allo scultore Giovanni Dupré.
Sotto la lapide si trova la buchetta del vino che oggi appartiene alla gelateria Vivoli.
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Via Maffia, 18/A
50125 Firenze
All’angolo con via della Vigna Vecchia si trova un imponente edificio Quattrocentesco, Palazzo Lottini ornato da un bellissimo, stemma sostenuto da una mensola con nastri svolazzanti.
In facciata si trova una lapide in marmo dedicata allo scultore Giovanni Dupré.
Sotto la lapide si trova la buchetta del vino che oggi appartiene alla gelateria Vivoli.

Via Maggio, 38
50125 Firenze
Al numero 38 troviamo Casa Dami, un edificio dal prospetto oltremodo semplice.l palazzo fu acquistato nel 1735 da Giuliano Dami, favorito del Granduca di Toscana, Gian Gastone de' Medici.La buchetta del vino è a destra del portone, presenta una cornice di pietra serena e l’interno non è murato ma protetto da un vetro.
Molto vicina a questa buchetta se ne trova un’altra del palazzo a fianco al n. 40 probabilmente sono state realizzate in periodi differenti.

Via de' Neri, 29
50122 Firenze
Una strada all’ombra di Palazzo Vecchio che per secoli ha giocato un ruolo importante. Qui infatti vivevano alcune importanti famiglie fiorentine come i Rustici, i Bagnesi, i Filipetri, i Foraboschi, i Davanzati, i Da Diacceto, i Soldani, i Talani e i Nori da cui prende il nome la via, diventata poi nel tempo Neri.
La buchetta non si vede subito eppure c’è, proprio in facciata sul lato destro del portone oggi riadattata in tempi moderni a campanelliera del palazzo.
Non è raro trovare queste soluzioni nel centro storico di Firenze.

Via dell'Oriuolo, 36
50122 Firenze
Il Palazzo Strozzi Sacrati, anche Guadagni dell’Opera, nei secoli ha subito vari interventi di ammodernamento.
Dopo la trasformazione di via Buia (ultimo tratto di via dell’Oriuolo) il marchese fece eseguire numerosi lavoris ul fronte laterale del palazzo. Nel 1887 fu aperta la buchetta del vino in via dell’Oriuolo tutt’oggi visibile e perfettamente conservata.

Via Palchetti, 2
50123 Firenze
Anticamente si chiamava via degli Stamaioli, tessitori di stami di seta che avevano in questa strada le loro botteghe. Il termine “palco” o “palchetto” si riferiva a quelle case o chiese che sorgevano in un luogo elevato.
La famiglia Rucellai metteva spesso in palco lo spazio tra il loro palazzo e la loggia (in via della Vigna Nuova), specialmente in occasione di matrimoni importanti.
La via si apre proprio con Palazzo Rucellai e ai civici 2 e 4 abbiamo due buchette del vino appartenute alla medesima famiglia. Le buchette si somigliano nella forma, entrambe si trovano al di sotto di una grande finestra. Presentano ancora il loro sportellino originale con i segni dell’antico martello. La buchetta al civico 2 mostra chiari segni dello scorrere del tempo, la cornice appare più rovinata.

Via Pietrapiana 30
50121 Firenze
La via aveva diverse denominazioni, il tratto da Borgo Allegri a via de’ Pepi prendeva il nome di via dei Pianellai poiché qui vi lavoravano artigiani che foggiavano calzature e pianelle di materiali di vario genere.
Al civico 30 troviamo un edificio che ha subito negli anni Settanta un radicale intervento di ristrutturazione, riportando a vista l’apparecchio murario e gli archi ribassati. Sulla sinistra del portone troviamo la buchetta del vino con una cornice in pietra serena, la buchetta oggi è priva di sportello originario ma è in attesa di un nuovo sportellino in legno.
Via dei Pilastri 21
50121 Firenze
Una piccola abitazione con la facciata ingentilita presenta al piano terra una finestra con inferriata e con l’architrave sporgente. Alla destra della finestra si nota la buchetta del vino oggi tappata con la sua cornice in pietra serena. La buchetta è stata spesso preda di atti vandalici.
Borgo Pinti 15
50121 Firenze
Al civico 15 troviamo una buchetta del vino perfettamente conservata. Non ha più il suo sportellino originale ed è murata non con del semplice intonaco ma con dei mattoncini rossi. La forma della cornice riproduce fedelmente la cornice del grande portone d’ingresso
Via dei Michelozzi, 2
50125 Firenze
Via Michelozzi è una breve via che collega via Maggio a piazza Santo Spirito. Proseguendo verso via Maggio dalla piazza ci accorgiamo che il lato sinistro è interamente occupato da un unico edificio: Palazzo Capponi come ricorda lo stemma sopra il portone principale. Proprio il portone ospita una buchetta del vino, nello specifico l’anta sinistra. Dall’esterno non è più visibile a causa di un restauro che ne ha nascosto le tracce ma dall’interno è rimasta perfettamente conservata.
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Via dell'Oriuolo, 13
50122 Firenze
Questa strada aveva anticamente tre nomi: via dello Sprone, da via Fiesolana a via Sant’Egidio, via degli Albertinelli da via Sant’Egidio a via delle Pappe (ora Folco Portinari) e da via Folco Portinari a piazza del Duomo prendeva il nome di via Buia (evidentemente gli edifici limitavano fortemente l'irraggiamento solare).
Con la costruzione del Palazzo della Banca d’Italia venne unificata sotto un unico nome di via dell’Oriuolo poiché in una officina lungo la via era stato fabbricato da Nicolò di Bernardo di San Friano, nel 1353, il primo orologio pubblico destinato a Palazzo Vecchio.
In questa strada troviamo ben 4 buchette del vino. La prima che incontriamo venendo da piazza Salvemini è al civico 13, perfettamente conservata la cornice in pietra serena, è possibile ancora notare il foro d’ingresso del fiasco di vino oggi murato sul fondo.

Via Palchetti,4
50123 Firenze
La via si apre proprio con Palazzo Rucellai e ai civici 2 e 4 abbiamo due buchette del vino appartenute alla medesima famiglia. Le buchette si somigliano nella forma, entrambe si trovano al di sotto di una grande finestra. La buchetta del civico 4 ha ancora il suo sportellino originale aperto oggi al passaggio del vino. La buchetta infatti appartiene alla storica Fiaschetteria fiorentina “da Il Latini”, come riporta l’iscrizione in marmo sul portale d’ingresso che ha a cuore la sua storia e la sua salvaguardia.

Via dei Pepi 1
50121 Firenze
La famiglia Pepi ebbe le prime case nel popolo si San Remigio e poi si trasferirono nella zona di Santa Croce. La famiglia si arricchì per il commercio delle spezie.
Anche questa strada una volta era divisa in diversi tratti, il primo sull’angolo con piazza Santa Croce prendeva il nome di Canto alle Mosche, forse perché battuto dal sole e quindi preferito dagli insetti. Proprio qui troviamo Palazzo Benvenuti con la sua buchetta del vino munita di grata ed inferriata di protezione. Fortunatamente la buchetta appare oggi ben conservata nonostante sia stata più volte preda di atti vandalici.
Via della Pergola 39
50121 Firenze
Anticamente questa strada si trovata fuori le mura e qui si stendevano i tiratoi dell’Arte della Lana, il cui stemma un tempo si trovava all’angolo con via Nuova de’ Caccini. Nelle prossimità del tiratoio c’era una grande pergola d’uva, per questo motivo il nome passò al teatro, fatto costruito nel 1625 dagli accademici Immobili.
Una volta la strada aveva tre denominazione diverse, il tratto di strada che ci interessa – da via della Colonna a via Alfani – si chiamava via dell’Orbatello (qui si trovava l’Ospedale detto d’Orbatello). All’incrocio con via degli Alfani si trova il Canto della Catena chiamato così per lo stemma degli Alberti che ha due catene incrociate, dominato dal grande stemma in alto dell’Arte della Lana.
Se invece abbassiamo lo sguardo notiamo subito una buchetta del vino sotto la finestra: perfettamente conservata, con il suo originale sportellino in legno, il dado in ferro e i segni del batacchio (martello).
Via Mazzetta, 10
50125 Firenze
La via collega piazza San Felice a piazza Santo Spirito. Un tempo si chiamava via Maggetta, come via Maggio ma al diminutivo e poiché via Maggio voleva dire via Maggiore questa sarebbe stata una via Maggiore minore.
All’angolo con piazza Santo Spirito si trova Palazzo Guadagni, uno dei più importanti edifici rinascimentali della città.
In basso la panca di via crea una sorta di basamento sui due lati del Palazzo.
La buchetta del vino si affaccia sul lato di via Mazzetta: è intagliata nel legno del portone laterale dell’edificio, recentemente restaurato, questo intervento ha però tamponato la buchetta con una sorta di dado anch’esso in legno. Rimane oggi appena visibile la parte arcuata dell’antica buchetta.

Chiasso delle Misure, 2
50123 Firenze
Con il nome misure si indicano gli strumenti atti a valutare pesi, capacità e lunghezze che il Comune controllava per evitare frodi. E’ probabile che gli uffici delle Misure si trovassero proprio in questo Chiasso. Si tratta di una delle viuzze più strette e meno frequentate di Firenze, anche anticamente si temette che diventasse un luogo angusto e indecente e infatti a metà percorso si legge tra le pietre la medesima iscrizione: I SIGNORI OTTO HANNO PROIBITO CHE NON SI FACCIA BRUTTURA ALCUNA.
Alla fine sotto la lunga volta troviamo una buchetta del vino in cui interno oggi è intonacato.

Via dell'Oriuolo, 19
50122 Firenze
Un edificio imponente composto da quattro piani ed un balcone centrale. Un tempo qui si trovavano le case degli Albizi. Oggi prende il nome di Palazzina Fantappiè.
Il Palazzo presenta ben due buchette del vino: la prima sulla destra del portone sotto la terza finestra inginocchiata, oggi tappata, con la cornice in perfetta armonia con l’architettura del palazzo, l’altra invece dalla parte opposta rispetto al portone, ad altezza marciapiede all’interno di un’inferriata.

Via Palazzuolo, 22
50123 Firenze
La strada prende il nome da un piccolo palazzo appartenuto alla famiglia Del Bravo quasi disperso tra casolari rurali e gli orti dei Vespucci.
Oggi è una lunga via del centro di Firenze che corre quasi parallela al fiume Arno.
Al civico 22 è ben visibile la buchetta del vino, intagliata nella pietra della facciata. Oggi è murata e spesso spazio ideale per gli street artist di passaggio.

Via Pandolfini 14
50122 Firenze
La via aveva tre denominazioni e nell’Ottocento venne unificata col nome Pandolfini.
Al civico 14 troviamo il cinquecentesco Palazzo Niccolini, completamente ristrutturato nel Settecento. Del Cinquecento soltanto il grande portone a bozze di pietra.Sotto una grande finestra a sinistra del portone è ben visibile la buchetta del vino. Sebbene oggi la parte dell’apertura sia intonacata la buchetta appare perfettamente conservata.
Via Pandolfini 28
50122 Firenze
Sull’angolo con via Giraldi si sviluppa il trecentesco Palazzo Pandolfini, un edificio inusuale più simile a una residenza di campagna che di città.
Nel Settecento possedeva anche una piccola loggia interna.
La buchetta del vino c’è ma non è visibile dall’esterno, si tratta di una buchetta tappata, intagliata in un muro interno di mattoni.
Via dei Pepi 8
50121 Firenze
A pochi passi dal civico 1, dalla parte opposta della strada al n. 8 troviamo una casa tutt’altro che pretenziosa. In facciata mostra subito sulla sinistra del portone d’ingresso centinato, sotto una grande finestra, la sua buchetta del vino oggi tappata e purtroppo spesso preda di atti vandalici
Via Pietrapiana 40
50121 Firenze
Il tratto di strada che collegava via de’ Pepi con via del Fosso (oggi via Verdi), prendeva il nome di via degli Scarpentieri, è probabile che questa via fosse frequentata dai carpentieri.
Il civico 40 è tutt’altro che un edificio importante, eppure, anche qui si trova una buchetta del vino visibile solo dall’interno, è intonacata e ha una cornice in pietra perfettamente conservata.
Via dei Pilastri 6
50121 Firenze
La famiglia dei Pilastri era originaria di Perugia, già ai tempi della battaglia di Montaperti si trovavano a Firenze ma si estinsero presto e della loro vita in città non rimane traccia se non il nome di questa strada che si estende da Borgo Pinti a piazza Sant’ Ambrogio. Qui siamo a pochi passi dalla chiesa di Sant’Ambrogio.
Al civico 6 troviamo Palazzina Caccini luogo di incontro di due giovani amanti: Caterina Brogi e Jacopo Salviati. Proprio in questo edificio avvenne l’efferato omicidio della povera Caterina Brogi per ordine di Veronica Cybo Malaspina moglie di Jacopo Salviati.
A sinistra rispetto al portone principale si trova la buchetta del vino che presenta in un buono stato di conservazione. Ha lo sportellino in legno e una cornice in pietra serena la cui forma riproduce fedelmente quella del portone principale del palazzo.
Borgo Pinti 13
50121 Firenze
La strada collega via Sant’Egidio a piazzale Donatello.
Al n. 13 troviamo Palazzo Roffia Graziani costruito dalla famiglia Roffia nel tardo Seicento. Il portale presenta lo stemma dei Roffia e una novità assoluta: il primo balcone fiorentino in ferro battuto.
La proprietà del Palazzo passò poi in mano ai Morelli e successivamente ai Graziani.
Al piano terra a destra del portone sotto la prima finestra inginocchiata è ben visibile la buchetta del vino del tutto particolare: è infatti intagliata nella pietra del palazzo e chiusa con lo sportellino di legno.
via delle Pinzochere 1
50122 Firenze
Le pinzochere e i pinzocheri appartenevano all’ordine francescano ed erano riconoscibili per il loro saio bigio. I nuclei più folti si formarono intorno al convento francescano di Santa Croce, le pinzochere avevano il compito di tenere pulita la chiesa francescana, con gli strumenti di lavoro, accedevano alla chiesa da una grande porta, Porta delle Pinzochere, che esiste ancora oggi seppur murata e ostruita da un sepolcro.
All’angolo tra via delle Pinzochere e via San Giuseppe si trova un grande edificio di quattro piani. Al piano terra vicino alla panca di via dell’edificio a fianco troviamo una buchetta del vino oggi tamponata.
Piazza Peruzzi 1
50122 Firenze
In questa zona sorgevano le case della famiglia Peruzzi con il loro inconfondibile stemma formato da sei pere d’oro in campo azzurro. I Peruzzi fecero la loro fortuna inizialmente come mercanti, diventando poi insieme ai Frescobaldi e ai Bardi, banchieri di papi e re. La famiglia non ebbe alcun ritegno a costruire il loro maggiore Palazzo proprio sull’Anfiteatro romano.
Al civico 1 troviamo palazzo Peruzzi che una volta si appoggiava sulle mure della prima cerchia comunale. Nel tempo ha subito modifiche e ampliamenti oltre a vari passaggi di proprietà.
La buchetta del vino si trova all’angolo con via delle Brache, sotto una finestra. Presenta una cornice in pietra serena e l’originale sportellino in legno che è possibile ammirare anche internamente. Gli attuali proprietari dopo la ristrutturazione del locale hanno deciso di riaprire la buchetta alla vendita del vino.
Borgo Pinti 13
50121 Firenze
Sempre in Palazzo Roffia Graziani questa volta all’interno troviamo una seconda buchetta del vino inserita perfettamente all’interno di una grata di una finestra.
Borgo Pinti 27
50121 Firenze
Palazzo Marzichi Lenzi non è molto visibile lungo la via per quanto segnalato dal grande stemma della famiglia Lenzi.
L’edificio fu notevolmente danneggiato con l’alluvione del 1966, venne poi restaurato e attualmente occupato da un albergo, Hotel Monna Lisa.
La buchetta del vino non è visibile dall’esterno perché è stata totalmente tamponata, ma fortunatamente si vede dall’interno, entrando nel grande atrio di ingresso dell’ hotel. La parte interna è ben conservata anche se non vi è traccia dello sportellino di legno originale, oggi sostituito con dei mattoncini rossi.
Costa San Giorgio 23
50121 Firenze
Si tratta di una strada in ripida pendenza che si trova in Oltrarno e collega via di San Leonardo con piazza dei Rossi. La via inizia con la propria porta Porta San Giorgio chiamata così per la chiesa di San Giorgio una delle più antiche chiese parrocchiali.
Al numero 23 si trova un edificio nato dall'unione di più casette, come dimostra la posizione irregolare delle finestre, distribuite su quattro assi e su tre piani. In questa edificio popolare si trova una buchetta del vino. Nonostante la ripidità della strada non stupisce trovare una buchetta del vino poiché vi erano in prossimità poderi interni alla collina
Oggi la buchetta è murata che appare in perfetto stato di conservazione.
via dei Pucci 4
50122 Firenze
La fortuna della famiglia de’ Pucci si consolidò presto con quella della famiglia de’ Medici poiché l’esecutore più fedele di Cosimo de’ Medici fu Puccio de’ Pucci.
A fine Quattrocento Antonio Pucci acquistò in questa zona varie case e orti.
Si trattava di una grande fabbrica che vide coinvolti numerosi architetti come Antonio da Sangallo il Giovane e Bartolomeo Ammannati. Il Palazzo Pucci è composto infatti da tre corpi di fabbricati, da via dei Servi a via Ricasoli.
All’altezza del civico 4 a destra del portone si trova la buchetta del vino intagliata nella pietra del Palazzo. La buchetta è perfettamente conservata e oggi è tornata nuovamente in funzione.
Via delle Ruote 45
50129 Firenze
Via delle Ruote è una strada del centro di Firenze che collega via Santa Caterina d’Alessandria con via San Gallo.
La ruota con le lame taglienti fu lo strumento di tortura utilizzato contro Caterina d’Alessandria, diventato poi il simbolo della Santa fu il segno delle monache di Santa Caterina d’Alessandria che in questa zona avevano il loro monastero. Per raggiungere via San Gallo si doveva percorrere un vicoletto tra la vegetazione( oggi via Santa Reparata) che attraversava terreni di proprietà delle stesse monache.Le monache si rivolsero agli Ufficiali di piazze e vie e venne tracciata, proprio a spese delle monache l’attuale drittissima via. Il monastero fu soppresso a fine Quattrocento.
Al n. 45 in un palazzo tutt’altro che pretenzioso si trova la buchetta del vino. La parte interna è intonacata, ma la cornice è in ottimo stato di conservazione.
Via Ricasoli 23
50122Firenze
La strada collega piazza Duomo a piazza San Marco, anticamente prendeva il nome di via del Cocomero. In via del Cocomero nel 1640 Niccolò degli Ughi costruì un piccolo teatro che prese il nome di Teatro del Cocomero, alla morte di Niccolò degli Ughi prese il nome di Teatro Niccolini.
La via venne intitolata alla famiglia Ricasoli a metà Ottocento.
Nel tratto che collega via de’ Pucci a piazza San Marco, al civico 23 si trova una buchetta del vino sul lato destro del portone di ingresso. La buchetta è finemente intagliata nella facciata del palazzo. Si presenta con un arco ben definito, intonacata e in perfetto stato di conservazione.
Via San Cristofano 2
50121 Firenze
San Cristofano ovvero San Cristoforo, portatore di Cristo, era caro alla fantasia popolare. Nel Medioevo fu invocato come patrono dei viaggiatori. La sua figura veniva spesso dipinta sul fianco delle chiese o sulle facciate delle case per permettere ai viaggiatori di rivolgergli una preghiera contro i pericoli della strada.No possiamo escludere che ci sia stato un dipinto del santo nei paraggi di via San Cristofano che ha dato il nome alla strada.
Al civico 2 oggi si trova una struttura ricettiva e alla destra della porta d’ingresso si nota la buchetta del vino. Perfettamente conservata, oggi è murata e ha all’interno una decorazione votiva in terracotta.
Via del Proconsolo 12
50122 Firenze
Il Palazzo Nonfinito si trova al n. 12 di via del Proconsolo, all’angolo con Borgo degli Albizi. L’edificio venne eretto sopra alcune case e torri appartenute alla famiglia dei Pazzi che furono acquistate da Alessandro Strozzi. I lavori furono affidati prima a Buontalenti e poi a Vincenzo Scamozzi. I progetti non vennero portati a compimento per colpa delle finanze ormai estenuate degli Strozzi e questo determinò la denominazione corrente del palazzo: “Nonfinito”.
Oggi il Palazzo è sede del Museo nazionale di antropologia ed etnologia.
Intagliata nell’anta sinistra del portone di legno è ancora visibile la buchetta del vino. Nella parte interna si notano i cardini originari che permettevano l’apertura dello sportellino dall’interno, mentre nella parte esterna è visibile l’intaglio del legno.
via della Porcellana 51
50123 Firenze
Nel tratto tra via Palazzuolo e via della Scala sorgeva un ospedale nel Trecento fondato dalla famiglia de’ Michi. La strada prese il nome dei Michifino a che il frate e spedalingo Guccio del Porcellana, che per anni amministrò l’Ospedale de’ Michi, lo fece mutare. Sia l’Ospedale che la strada presero il nome di Porcellana. A fianco dell’Ospedale si trovava la Compagnia dei Barelloniche aveva il compito di trasportare gli ammalati con grandi barelle a mano e non in spalla.
L’Ospedale cessò la sua attività nel 1504 e i vasti locali furono occupati dalle monache stabilite.
Questa via è caratterizzata da numerosi tabernacoli e al n. 51 si trova anche una buchetta del vino ospitata sulla facciata di un edificio non pretenzioso. La buchetta appare come riemersa dall’intonaco della facciata e si presenta perfettamente conservata.
Proconsolo 10
50122Firenze
Il Proconsolo, nell’ordinamento della Repubblica fiorentina, era il capo dell’Arte dei Giudici e dei Notai.
Al n. 10 si trova Palazzo Pazzi Quaratesi,
Il palazzo è detto anche "della Congiura" perché proprio il ramo della che vi risiedeva fu responsabile della congiura contro la famiglia de’ , che portò all'uccisione di Giuliano e al ferimento di Lorenzo. Gesto fatale per la famiglia Pazzi che venne duramente punita con l'uccisione di alcuni suoi membri, il bando dei suoi membri dalla città e la confisca di tutti i loro beni, compreso questo palazzo. La proprietà passò alla famiglia Cybo Malaspina e successivamente agli Strozzi, che lo tennero fino al 1796 quando divenne proprietà dei Quaratesi.
Palazzo Pazzi Quaratesi è uno dei più importanti esempi di architettura civile rinascimentale. La facciata è dominata dal contrasto fra il bugnato rustico del pian terreno e l'intonaco bianco dei due piani superiori, abbelliti da eleganti bifore
A piano terra sulla destra del portone principale si trova la buchetta del vino. La cornice riproduce fedelmente il bugnato della facciata e la cornice del portone d’ingresso. Appare oggi in perfettamente conservata
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
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A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
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A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Pitti( sdrucciolo de')5
50121 Firenze
Lo sdrucciolo è una strada dalla quale si può facilmente scivolare. Ne esistevano diversi a Firenze, il più famoso rimasto è certamente lo Sdrucciolo de’ Pitti, una stradina stretta in discesa che parte da piazza Pitti e corre veloce verso via Maggio.
Al civico 5 troviamo la buchetta del vino con il suo originale sportellino in legno in cui sono evidenti ancora il dado in ferro e il foro su cui in origine vi era avvitato il picchiotto per richiamare l’attenzione del cantiniere all’interno.
N.99
Via San Niccolò, 35r
50100 Firenze
Si trova all'interno dell'Agenzia Immobiliare che affaccia sulla via a questo numero. Posizionata in corrispondenza del muro esterno ad un'altezza consona, sembra presentare la parte di cornice in pietra con arco fiammeggiante che in realtà dovrebbe stare all'esterno. L'apertura misura cm 27x17.



Nella mappa qui sopra, le buchette presenti nel Centro Storico di Firenze.
Sotto, tutte quelle rilevate nel territorio comunale.


Non esiste un elenco "ufficiale" delle buchette del vino, nel senso che non sono catalogate in nessun archivio pubblico e né Stato, né Regione o Comune o Soprintendenza o qualsiasi altra istituzione custodiscono una sistematica memoria di questo particolare patrimonio.
La nostra Associazione vuole essere custode e testimone aggiornata dell'esistenza e dello stato di conservazione delle buchette del vino e ha lavorato per mesi ad un censimento che ha raggiunto ad oggi i risultati che potete vedere in questa pagina. I numeri sono destinati a mutare via via che si scopre qualcosa di nuovo, grazie alle nostre ricerche ma anche alle indicazioni e ai documenti che riceviamo in continuazione su qualcosa che ci è sfuggito o che abbiamo sbagliato a catalogare.
In questa logica di "censimento aperto" non avremo mai la pretesa di aver detto tutto ciò che si può dire né sulle buchette fiorentine né più in generale su quelle di tutta la Toscana. Ma non per questo rinunceremo a mettere dei punti fermi su ciò che abbiamo raccolto, a cominciare dalla realizzazione della mappa dettagliata che è possibile consultare attraverso questo link: https://goo.gl/F2Kh21
Qui accanto il colpo d'occhio che ci fa vedere la concentrazione di soggetti nel Centro Storico, la presenza fuori dalle mura cittadine e, allargando ulteriormente l'orizzonte, nell'intero territorio toscano (qui sotto).
Nella mappa qui sopra: le altre 37 località della Toscana dove si possono incontrare ancora oggi
alcune buchette del vino.
A FIRENZE
dentro le mura
161
A FIRENZE
fuori le mura
27
A FIRENZE
rimosse
111
FUORI
FIRENZE
115
dati aggiornati al 10 febbraio 2025
STRADA PER STRADA, L'ELENCO AGGIORNATO
Nei pdf qui accanto sono riportati gli elenchi completi delle buchette finora individuate sull'intero territorio comunale di Firenze (a sinistra) e nel resto della Toscana (a destra).
Ogni documento è' sfogliabile e scaricabile, cliccando sull'icona in alto a destra nel riquadro.
Gli elenchi sono soggetti a continui aggiornamenti. Riportano le referenze in ordine alfabetico per località e per indirizzo.
Le numerazioni progressive sono le stesse che si ritrovano nelle MAPPE INTERATTIVE e nelle PHOTO GALLERY.
Sono nate e sono state utilizzate per secoli come "Finestre del vino", passaggi per niente segreti attraverso i quali milioni di fiaschi sono entrati vuoti per uscire ricolmi. Ma al giorno d'oggi, è ancora possibile gustarsi un bicchiere di quello buono con questa modalità?
Diciamolo chiaramente: la vendita del vino segue oggi altre logiche e altri canali commerciali. Però esistono ancora nel centro di Firenze diversi locali pubblici dove si può bere e mangiare in compagnia di una buchetta, e in alcuni casi particolari, ricevendo ciò che si è ordinato attraverso l'apertura nel muro.
Quante e quali sono le osterie, i ristoranti, i locali che vantano ancora oggi un'autentica buchetta sulle proprie pareti? Eccoli nel riquadro qui accanto, sono 20 e li elenchiamo in ordine... di numero, cioè seguendo la nostra catalogazione utilizzata sia nell'elenco ufficiale qui sopra che nella Photo Gallery che trovate nell'apposita sezione del sito: gli indirizzi li potete trovare facilmente da soli!
I locali segnati in rosso sono quelli che hanno ripristinato la buchetta del vino e, a richiesta, servono vino, caffè, cappuccino, aperitivi e... gelati secondo l'antica usanza!
Buona ricerca, dunque!


20. Cantina del Gelato
22. Gelateria Royale
25. Osteria delle Belle Donne
26. La Buchetta Food&Wine
30. DiVin Boccone
40. Caffè Duomo
50. Trattoria Osteria da Que’ Ganzi
60. Osteria San Fiorenzo
63. Vivoli Gelateria
65. Burgez
82-83. Il Latini
86. Finisterrae
89. Pietrabianca
104. Cantina de'Pucci
111. Grande Nuti
121. La Buchetta Food&Wine
129. Babae
139. Fiaschetteria Fantappiè
143. Cafè Odeon
153. Ristorante Buca Lapi
Borgo degli Albizi, 11
50122 Firenze
Questa buchetta si apre sulla facciata del palazzo e della torre Donati. Ancora dotata della sua porticina, è priva del batacchio ma presenta ben conservato il pomello su cui una volta batteva per bussare. La cornice ricavata in un unico blocco di pietra contiene un'apertura a tutto tondo di cm 30x19,5.
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Borgo degli Albizi, 12
50122 Firenze
Quella degli Albizi fu una delle maggiori casate fiorentine. Sulla maestosa facciata del Palazzo, ornata dagli antichi stemmi di famiglia, dell’Arte della Lana e dell’Arte del Calimala, si nota sulla destra del portone, la buchetta del vino. La cornice semplice in pietra serena presenta l'apertura di cm 30x19,5 murata.
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Borgo degli Albizi, 17
50122 Firenze
Si trova sotto una finestrina a lato del portone principale di Palazzo Londi.
La cornice esterna è in pietra serena con arco a tutto sesto. Riadattata a cassetta portalettere, presenta una porticina non originale in ferro con un foro per le lettere. L'apertura è a tutto sesto e misura cm 32x20.

Via degli Alfani, 78r
50121 Firenze
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Borgo degli Albizi, 26
50122 Firenze
Accanto al portone d'ingresso del Palazzo Ramirez-Montalvo, ha una cornice in granito con una forma centinata molto particolare e assolutamente unica tra le buchette finora documentate. Il foro centrale, che attualmente non sfonda all'interno, misura cm 28x20 e si presenta protetto da un vetro.

Borgo degli Albizi, 27
50122 Firenze
Sarà per la sua forma particolare ad arco inflesso che questa buchetta ha ispirato l'intervento "artistico" che vediamo. Senza alcuna cornice, ricavata direttamente nell'intonaco sotto una finestra ingonocchiata di palazzo Tanagli, è attualmente murata ma ancora ben riconoscibile.
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Via Alighieri
50122 Firenze
Guardando la parete, questa è la buchetta sulla nostra destra, gemella dell'altra che si trova pochi metri più in là sulla sinistra. La cornice è in quattro elementi di pietra e anche in questo caso l'interno è stato murato e dipinto.
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Via dell'Anguillara, 14
50122 Firenze
La strada prende il nome dalla forma dei tralci di viti, somiglianti ad un fascio di anguille, che qui un tempo venivano raccolti a mazzo. La buchetta si trova sulla facciata del trecentesco Palazzo di Baldaccio d'Anghiari conte dell'Anguillara e fa angolo con via dell’Acqua. È priva di cornice ma presenta ancora lo sportello oggi decorato da un artista ignoto. Cm 30,5x17,5.
Via dell'Ardiglione, 13
50124 Firenze
Il nome di questa strada deriva dal suo andamento ad angolo retto che ricorda una parte della fibbia.
La buchetta si trova sotto una semplice finestra di un palazzo tutt’altro che pretenzioso e presenta una cornice a tutto sesto, con l’interno murato di cm 30x19.

Via degli Alfani, 82
50121 Firenze
In angolo con via Ricasoli si trova il palazzo che ospitava il Casamento delle Monache di San Niccolò di Cafaggio (sul portale lo stemma trecentesco del monastero). In corrispondenza del muro esterno della facciata troviamo una buchetta scalpellata nella pietra con il fondo murato. La cornice presenta un arco fiammeggiante e l'apertura misura cm 32x19.

Via degli Alfani, 84
50121 Firenze
Nell’ultimo tratto della strada, tra via Ricasoli e via Cavour si nota un edificio di gran pregio: il Palazzo Baldi delle Rose. Nascosta sotto la finestra inginocchiata, al piano terra del Palazzo, appare un’elegante buchetta murata che misura cm 30x19,5.

Via Alighieri
50122 Firenze
Sono due buchette gemelle, poste ai lati di un'apertura che oggi funge da cabina elettrica, sulla parete laterale, senza numero civico, del Palazzo Stiozzi Ridolfi. La cornice è in quattro elementi di pietra e l'interno risulta murato e dipinto.
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Via de' Bardi, 3r
50125 Firenze
Svoltando da piazza dei Mozzi entriamo in via de’ Bardi.
La strada è lunga e stretta e corre tra imponenti palazzi antichi.
Al n. 3r troviamo la prima buchetta del vino della via, non è semplice individuarla perché è intagliata in un antico portone di legno ad oggi molto rovinato.

Via dell'Ardiglione, 41
50124 Firenze
La cornice di questa buchetta ha un aspetto rustico ed è ricavata da un unico blocco di pietra. Presenta ancora lo sportellino in cui si notano i segni dell’antico batacchio scomparso a seguito di atti vandalici. La finestra soprastante, in origine doveva essere la cantina dalla quale si accedeva da via de’ Serragli, via principale. Misure dell'apertura: cm 31,5x19,5.

Via de' Bardi, 15
50125 Firenze
Nell’andare da Ponte Vecchio a piazza de’ Mozzi, sulla destra incontriamo una delle buchette più rovinate di tutta la città, in una posizione quasi frontale rispetto alla buchetta di Palazzo Capponi. Difficilmente visibile anche dai più acuti osservatori, la buchetta murata si trova racchiusa all’interno di un antico arco cieco e misura cm 36x24.

Via de' Bardi, 30r
50125 Firenze
Letteralmente incastonata nel bugnato della facciata di palazzo Capponi delle Rovinate, è questo uno dei pochi esempi di buchetta con cornice di pietra a due elementi. L'apertura un po' allungata, di 36x20 cm, ospita una porticina originale di legno con il suo bel pomello di ferro su cui cadeva il batacchio, oggi non più presente.

Via de' Bardi, 31
50125 Firenze
I fiaschi passavano qui da un'apertura priva di cornice ma evidenziata da una bella targa arrotondata che recita, a scanso di equivoci: CANTINA. STA APERTA DALLE 9 ALLE 3.Chiusa da un vetro, viene anche adesso utilizzata per comunicare gli orari d'apertura del locale al quale appartiene.

Via de' Bardi, 44
50125 Firenze
Al n. 44 di via de’ Bardi si scorgono i resti di un’antica torre appartenuta alla famiglia Bardi il cui palazzo si trova sul lato sinistro al n. 25. La buchetta del vino anche in questo caso non è facile da vedere poiché è intagliata sul legno del portone d’ingresso.

Largo Bargellini, 5
50122 Firenze
Sulla sinistra della Basilica di Santa Croce, a fianco di un palazzo cinquecentesco con un imponente stemma della famiglia de’ Medici, davanti al porticato trecentesco detto delle Pinzochere, troviamo una buchetta murata di cm 32x18,5 facilmente visibile, con una cornice ad arco a tutto sesto in pietra serena .
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Via Battisti, 6
50122 Firenze
Singolare buchetta posizionata ben distante dal portone d’ingresso del palazzo che fiancheggia la Basilica della Santissima Annunziata. Dotata ancora del suo originale sportellino e del pomello su cui una volta si poteva bussare con il batacchio, misura 31x18,5.
La cornice ad arco ribassato è incastonata nella facciata.

Via delle Belle Donne, 2
50123 Firenze
E' la buchetta di palazzo Viviani della Robbia, particolarmente visibile per la sua felice posizione e per la grande targa di pietra che la sovrasta con tutti gli orari di apertura della CANTINA. Ancora dotata della sua bella porticina di legno, presenta una massiccia cornice rettangolare in pietra a filo della facciata.

Via delle Belle Donne,16r
50123 Firenze
Sulla destra del portone del Palazzo Giacomini/de Larderel si trova la buchetta dotata ancora della sua porticina originale. Appartiene a un locale che nel 2022 l'ha restaurata e risperta alla somministrazione. La sua forma è molto simile alla buchetta poco distante in via delle Belle Donne n.2, presentano infatti entrambe una robusta cornice rettangolare in pietra a filo della facciata. Cm 34,5x22,5.

Via de' Benci, 3
50122 Firenze
La buchetta di Palazzo Bardi-Sarzelli un tempo doveva trovarsi sulla facciata dell’edificio, mentre oggi è conservata all’interno del ristorante “La Buchetta food and wine” che da lei prende il nome. Ancora dotata della sua originale porticina si trova all’interno di una pietra rettangolare con un'apertura a tutto tondo di cm 39,5x22.


Via de' Benci, 20
50122 Firenze
Siamo in uno dei palazzi più eleganti del centro storico di Firenze: Palazzo Mellini-Fossi, esternamente decorato da affreschi del pittore Giovanni Stolf. Un grande stemma dipinto sopra il portone celebra il matrimonio tra Cosimo II de' Medici e Maria Maddalena d'Austria. La cornice della buchetta riprende la forma fiammeggiante del sontuoso portone d’ingresso e presenta ancora l’antica porticina in legno di cm29,5x20,5.

Via dei Bentaccorti, 6
50122 Firenze
Questa strada curvilinea segue il perimetro dell’Anfiteatro romano.
La buchetta murata con mattoni, si trova sulla sinistra del portone di un gruppo di case un tempo di proprietà della famiglia Peruzzi. Leggermente più in basso rispetto ad altre buchette fiorentine, è posta sotto una finestra che in origine doveva essere la cantina del palazzo. La cornice è in pietra ed ha un arco a tutto sesto. Apertura di cm 30x20,5

Via Buonarroti, 13
50122 Firenze
Si trova sull’imponente facciata di Palazzo Lapi, famoso per le sue decorazioni a graffiti quattrocenteschi. La buchetta perfettamente incastonata nella parete dell’edificio, presenta una cornice a tutto sesto e misura cm 30,5x16,5. Oggi è murata e si confonde nel colore grigio della facciata.

Via delle Caldaie, 28
50125 Firenze
Questo tratto tra via del Campuccio e via della Chiesa un tempo era un terreno coltivato e prendeva il nome di via del Noce. La denominazione attuale si deve alle numerose caldaie della zona che servivano a riscaldare le pozze per la tintura dei panni. Il Palazzo d'angolo ha degli ornamenti settecenteschi e una buchetta incastonata nella parete sotto una finestra. Murata di recente e coperta da un intonaco spugnoso, ha una cornice fiammeggiante e misura cm 32,5x21,5.
Via Gino Capponi, 10r
50121 Firenze
È la buchetta di Palazzo della Crocetta, sede attuale del Museo archeologico nazionale di Firenze. Murata e priva di porticina, la cornice esterna è ricavata da un unico blocco di pietra ed ha la cornice ad arco ribassato. Misura cm 25x18,5


Via delle Casine, 6
50122 Firenze
La strada faceva parte di uno dei quartieri più poveri della città, appena fuori le mura dove si trovavano le piccole case dei pescatori. L’elegante portone verde di Palazzo Pontenani conserva alla sua destra una piccola buchetta. La sua forma riproduce fedelmente quella del portone d’ingresso. Fino a poco tempo fa oltre allo sportellino era dotata di batacchio, recentemente scomparso a seguito di un atto vandalico.
Via del Castellaccio, 39r
50121 Firenze
Spesso celata dal posteggio delle macchine, questa buchetta si trova sotto una piccola finestra di una delle case che un tempo furono di proprietà della famiglia de’ Bardi. La buchetta oggi è murata ma conserva una preziosa cornice in pietra serena ad arco fiammeggiante. Misura cm 28x19.

Via della Chiesa, 41
50125 Firenze
Si trova accanto al portone di ingresso di Palazzo Accolti, con un sontuoso stemma in facciata ed un cartiglio che ricorda l’impegno politico della famiglia alla corte de’ Medici.
La buchetta di cm 33x20 è murata ed incastonata nella parete dell’edificio, ha una forma leggermente allungata ed una cornice in pietra.

Piazza dei Ciompi, 13
50122 Firenze
La buchetta si trova sulla sinistra dell’elegante portone d’ingresso del palazzo che si affaccia sulla grande piazza. È contenuta all’interno di una cornice in pietra a filo di facciata, ha una forma allungata molto particolare e misura cm 30x18.

Via del Corno, 5
50122 Firenze
Le case di questa piccola stradina erano di proprietà della famiglia del Corno. Sulla destra di un elegante portone al quale si accede salendo tre gradini, si trova la buchetta oggi murata, contenuta in una cornice rettangolare in pietra a filo di facciata. Misura cm 31x20.

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Piazza del Duomo, 29r
50122 Firenze
La buchetta del palazzo Naldini del Riccio si apre direttamente nel legno del grande portone d'ingresso, in una modalità tanto insolita (solo 9 casi in tutta Firenze) quanto pratica. Misura cm 32x20,5 e deve aver visto transitare un bel numero di fiaschi, in quella posizione così centrale e privilegiata in cui si trova.

Via del Fico, 13r
50122 Firenze
Questa piccola stradina che collega via delle Pinzochere a via Da Verrazzano, una volta prendeva il nome di via del Pepe poiché vi si trovavano i magazzini della spezia commerciata dalla famiglia Pepi. Il nome attuale pare derivi da una pianta di fico esistente lungo la via.
Il Palazzo Pepi/Ferri che fa angolo con via de’ Pepi ha in facciata una buchetta del vino murata che si trova sotto una piccola finestrella. La cornice ad arco ribassato misura cm 30,5x19,5.

Via Fiesolana, 5
50121 Firenze
Il nome di questa via risale al tempo delle penultime mura della città, di qui passava la strada che conduceva a Fiesole. Al n. 5 si trova un edificio cinquecentesco sede dell’Istituto per le case popolari, al fianco del portone d’ingresso si nota la piccola buchetta con la porticina originale e la cornice in pietra di cm 33x19.

Via de' Federighi, 2
50123 Firenze
La fortuna della famiglia Federighi a Firenze è legata all’Arte dei Medici e degli Speziali e alla mercatura.
La strada prende il nome da Palazzo segnato dai nn. 3 - 5 che si trova tra via della Vigna Nuova e p.zza S.Pancrazio. Davanti a questo edificio in quelle che un tempo furono le case di proprietà della famiglia Rucellai, notiamo un finestrino del vino murato, con la cornice realizzata in un solo blocco di pietra che misura cm 29,5x15.
Via Fiesolana, 12
50121 Firenze
Una strada in cui si susseguono finestrini del vino e lapidi commemorative. Al n. 12 troviamo una lapide posta sulla facciata del palazzo in cui si ricorda Paolo Mascagni, importante anatomico vissuto a metà Settecento. Lo stesso edificio ospita una buchetta murata che ha una forma leggermente allungata. La cornice misura cm 31,5x20.
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Via Fiesolana, 31
50121 Firenze
La buchetta si trova sulla facciata di uno dei più eleganti palazzi della strada, riconoscibile dallo stemma sulla porta di ingresso.
Il finestrino è murato, ha una cornice in pietra a tutto sesto che misura, all'interno, cm 25x18.
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Via Fiesolana, 35
50121 Firenze
Quasi all’incrocio della strada con via dei Pilastri, sulla facciata di un palazzo tutt’altro che pretenzioso, si nota una buchetta del vino. Posta sotto una finestra un tempo adibita a cantina, presenta una cornice con l’arco a sesto acuto, chiamato anche “a Cappuccina” poiché ricorda il cappuccio dei frati. Le misure della cornice sono cm 33,5x22.
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Via Ghibellina, 73
50122 Firenze
Il grandioso Palazzo Guicciardini, già Corsi Salviati fu ultimato nel 1697. In facciata presenta l’imponente stemma in pietra della famiglia Corsi.
Per vedere la buchetta del vino dobbiamo abbassare lo sguardo all’altezza del marciapiede sulla sinistra del portone. La buchetta è intagliata nella pietra del Palazzo, ormai priva di sportello originale conserva però la sua forma intatta.
Via del Corso, 2
50122 Firenze
Il tratto di strada va da via del Proconsolo a via dei Calzaiuoli, nella zona del centro storico. La via costituiva la parte orientale del Decumano maggiore della Florentia romana. La buchetta si trova al n.2 ma non è visibile dall’esterno poiché coperta da un piccolo pannello di legno. Dall’interno però è rimasta integra, perfettamente inserita nell’inferriata della finestra con la sua forma inconfondibile.
Via Gino Capponi, 26
50121 Firenze
È la buchetta del grandioso Palazzo Capponi Farinarola fatto costruire da Alessandro Capponi nel 1705, al tempo si trovava nella periferia della città immerso nel verde tra orti e giardini. Al centro della facciata spicca l’imponente stemma bianco e nero della famiglia Capponi. Anche in questo caso, come per la palazzina al n.20, la buchetta del vino è ricavata all’interno dell’inferriata di una finestrina alla destra del portone principale, in corrispondenza del marciapiede.
Via Gino Capponi, 20
50121 Firenze
In questa palazzina tutt’altro che pretenziosa troviamo una buchetta del vino inserita in una grata di ferro in corrispondenza del marciapiede. Per quanto possa apparire inusuale questo finestrino è situato proprio in corrispondenza della cantina del palazzo nel quale sicuramente veniva immagazzinato il vino da vendere dalla buchetta sulla pubblica via.
Via delle Caldaie, 30r
50125 Firenze
L’angolo tra via delle Caldaie e via della Chiesa prendeva il nome di Canto dei Dati poiché vi abitarono i personaggi più illustri della famiglia Dati.
La buchetta è ricavata all’interno della grata della finestra al piano terra. Si riconosce ancora oggi la perfetta forma ad arco e il martello, usato in passato per richiamare l’attenzione del cantiniere. Oggi la buchetta è tornata attiva, è di proprietà del locale DivinBoccone che si occupa della sua salvaguardia e valorizzazione.
Borgo degli Albizi, 10
50122 Firenze
La buchetta del vino è ospitata nel trecentesco Palazzo da Filicaia. Sulla facciata si notano un busto che ricorda il famoso poeta Vincenzo da Filicaia e uno scudo con l’ arme della famiglia dei da Filicaia (d'oro, a tre scaglioni di rosso).
La buchetta è intagliata nel legno del portone d’ingresso ed è visibile solo dall’interno. Seppur oggi sia interamente verniciato rimane perfettamente visibile lo sportellino originario con i segni inconfondibili dei cardini.
Borgo degli Albizi, 21
50122 Firenze
Questo edificio come altri in questa via, era di proprietà della famiglia degli Albizi. Dalla facciata a intonaco emergono gli elementi architettonici in pietra tipici dell’architettura fiorentina del Rinascimento. La buchetta del vino non è facilmente individuabile poiché intagliata sul legno dell’anta sinistra del portone d’ingresso.
Una scheda per ogni buchetta
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Via de' Giacomini, 1
50123 Firenze
Anticamente questa piccola strada prendeva il nome di Chiasso delle Lappole, le Lappole erano frutti uncinati che si attaccavano facilmente alle vesti. Prese poi il nome dei Giacomini che su via Tornabuoni avevano edificato un imponente palazzo confinante con via dei Giacomini rimasto di proprietà della famiglia fino al 1793, per poi passare successivamente alla famiglia Larderel. Proprio in via dei Giacomini si trova la buchetta del vino, non facile da individuare, intagliata nel legno del portone al civico 1.
Via de' Ginori, 7
50123 Firenze
Il Palazzo della famiglia Neroni, riconoscibile dallo stemma al centro della facciata, ha un bugnato rustico che sporge sulla facciata al pian terreno. La famiglia fu una grande alleata dei Medici, fino a quando Diotisalvi Neroni complottò con i Pitti contro Piero de' Medici e fu costretto all’esilio con la famiglia. Anche questo Palazzo aveva la sua buchetta, oggi murata, che è incastonata in una grande pietra alla destra del portone.

Via de' Ginori, 19
50123 Firenze
La particolarissima buchetta di Palazzo Tolomeo Biffi si nota solo se abbassiamo lo sguardo: alla destra del portone infatti, all’altezza del marciapiede e sotto una grande finestra inginocchiata, si scorge il finestrino, intagliato nella facciata in pietra.
Murato e privo di cornice, rimane oggi ancora visibile la sua originaria forma fiammeggiante.

Via Guelfa, 82
50129 Firenze
Questa strada anticamente aveva, per ogni tratto, una diversa denominazione. Via del Palagetto si trovava tra via Nazionale a via Montanelli ed è proprio qui che incontriamo la palazzina Grandini con la sua magnifica buchetta in pietra serena. Negli ultimi anni l’interno della buchetta è stato tamponato e l’intera buchetta si è trasformata in una buca per le lettere.

Borgo La Croce, 59
50121 Firenze
Nel tratto di strada tra via della Mattonaia e piazza Sant’Ambrogio.
I civici dal 55 al 65 facevano parte delle Case del Conservatorio di Sant'Ambrogio. Il n. 59 si distingue per la presenza della buchetta del vino al lato del portone.
La buchetta oggi è murata all’interno ma presenta una cornice in pietra serena ancora ben conservata.

Via Magalotti, 19r
50122 Firenze
La strada si caratterizza da una serie di archi trecenteschi che si susseguono lungo la parte destra.
In corrispondenza del civico 19r troviamo la facciata laterale di palazzo Peruzzi (l’ingresso era su via Borgo de’ Greci), in basso in corrispondenza di una finestra l’inconfondibile buchetta del vino oggi murata, con la cornice in pietra serena.

Via Maggio, 40
50125 Firenze
La buchetta del vino è tra il civico 40 e il 60r di via Maggio.
Si tratta di una buchetta del vino molto antica: la cornice usurata dal tempo è in pietra serena, inoltre si può ammirare ancora il raro e originale portoncino in legno con i segni del dado in ferro e dell’antico martello (o batacchio).

Via di Mezzo
50121 Firenze
A Firenze esistono delle strade che corrono lunghi i borghi dette un tempo “forche” che convergono verso lo stesso punto formando un angolo acuto. Ce n’è una che ha come vertice piazza Sant’Ambrogio e come lati si chiamano via Pietrapiana e via dei Pilastri mentre la base è su Borgo Pinti. Via di Mezzo non è che l’altezza di questo triangolo, è la via che segna la mezzeria della forca.
Percorrendo via di Mezzo, a pochi passi da piazza Sant’Ambrogio, troviamo l’Oratorio di San Michele della Pace con una bellissima buchetta del vino con la cornice in pietra serena in cui è incisa la parola “Limosine” cioè elemosina. Del resto non è una novità che gli edifici religiosi vendessero il prodotto delle loro vigne dalla loro buchetta, anche il vicino Spedale di Santa Maria Nuova aveva la sua buchetta.


Via Ghibellina, 80
50122 Firenze
Una delle vie più lunghe del centro storico che parte dalla Badia Fiorentina e arriva ai viali di circonvallazione. La strada anticamente era senza sfondo, fu aperta nel 1260 dopo la vittoria dei ghibellini nella battaglia di Montaperti, con lo scopo di portare rinforzi ghibellini a Firenze. Al n. 80 sulla facciata di un edificio modesto si trova la buchetta del vino murata, contenuta all’interno di una cornice in pietra a filo di facciata.Misure: cm 33,5x20,5.
Via del Giardino Serristori, 25
50125 Firenze
Attorno al grande palazzo la famiglia Serristori possedeva anche un giardino al quale si accedeva da questa piccola stradina che costeggia il retro della chiesa di San Niccolò.
Quasi all’angolo con via dell’Olmo e via dei Renai si trova una buchetta del vino davvero singolare, intagliata in una porticina verde d’ingresso all’edificio
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Via de' Ginori, 11
50123 Firenze
Palazzo Ginori venne costruito per volere di Carlo Ginori nel 1516 dall’architetto Baccio d’Agnolo.
Si sviluppa su tre piani, nei due piani superiori le finestre a tutto sesto incorniciate da bugnato in pietraforte mentre il piano terreno mostra cinque finestre rettangolari. Sotto una di queste si trova un elegante finestrino del vino ad oggi ben conservato, privo di cornice, con ancora la sua porticina originale.


Via de' Giraldi, 4
50122 Firenze
Il Palazzo, denominato ‘Casa dei Boscoli’, conserva un carattere trecentesco, pur essendo coperto da un falso bugnato.
La buchetta del vino è a destra del portone d’ingresso ed è stata riadattata a cassetta portalettere, pertanto la porticina attuale non può essere quella originaria. La cornice è in pietra serena con arco a tutto sesto e riproduce fedelmente – come spesso accade - la forma del portone.

Via Isola delle Stinche, 2
50122 Firenze
Il curioso nome di questa strada è dovuto a un edificio di fine Duecento contornato dall’acqua dei fossi che lo cingevano in ogni lato, questo fortilizio quadrato era privo di finestre all’esterno tanto da assumere il carattere di un’isola. Il nome Stinche invece venne attribuito quando l’edificio divenne il nuovo carcere (il Comune guelfo espugnò il Castello dei Cavalcanti detto Le Stinche e i prigionieri inaugurarono il nuovo edificio che prese il nome “L’Isola dei catturati alle Stinche” che poi per brevità divenne “Isola delle Stinche”).
Al n. 2 sorgeva Casa Ricasoli di cui si vedono due stemmi, uno sul portoncino e uno sull’angolo in alto.
La buchetta del vino oggi tappata è ben conservata ed è inserita all’interno di una cornice di pietra serena.
Via de' Macci, 77r
50122 Firenze
La ghibellina famiglia de’ Macci fu tra le più potenti a Firenze nel Duecento Costretta poi a subire confische e persecuzioni si vide costretta a trasferirsi in case tutt’altro che pretenziose nel quartiere di Santa Croce.
La strada aveva una volta diversi nomi: da via dell’ Agnolo a piazza Sant’Ambrogio prendeva il nome di via dei Pentolini, da un’osteria che vendeva pentolini di mostarda.
Al n. 77r si trova una buchetta del vino con un nuovo sportellino in legno. La cornice in pietra invece è nascosta dalla vernice, infatti è stata tinteggiata più volte, anche di verde.

Via Maggio, 7
50125 Firenze
Palazzo Ricasoli Firidolfi è considerato il più importante della via per l’imponenza architettonica e lo stato di conservazione.
La buchetta del vino del palazzo, perfettamente conservata, si trova sul lato sinistro a fianco della terza finestra inginocchiata. Oggi è tamponata e presenta ancora la cornice in pietra serena. La stessa buchetta ha poco più in alto una piccola finestra probabilmente usata in passato per far arieggiare la cantina.

Via Malenchini, 2/2
50122 Firenze
Palazzo Bardi si trova all’angolo tra via de’ Benci e via Malenchini.
Si tratta di un edificio quattrocentesco, la lapide in facciata ricorda la “Camerata fiorentina di casa Bardi”, in questo Palazzo infatti si riuniva una comitiva di artisti, musicisti e letterati amanti del melodramma teatrale.
La buchetta del vino non si trova nella facciata principale ma in quella laterale che da su via Malenchini: è tra le buchette del vino più antiche della città ed è perfettamente conservata. Presenta la cornice in pietra serena e l’originalissima porticina in legno in cui sono presenti ancora i segni dell’antico martello.

Via Fiesolana, 13
50121 Firenze
La via collegava la città alla campagna e questo permetteva a diverse famiglie la produzione e la vendita del vino su strada. Un terzo finestrino lo incontriamo al n. 13, sotto una finestra a fianco del portone principale. La forma è leggermente allungata, la cornice in pietra serena è oggi murata e misura cm 32x19.
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Via de' Geppi, 1
50125 Firenze
Una piccola stradina collega via Santo Spirito con il Lungarno Guicciardini. Qui si trovavano le case dei Geppi. L’ultimo discendente della famiglia morì nel 1764 e dei Geppi rimase solo il nome di questa strada.
Il finestrino si trova quasi in angolo con via Santo Spirito, appartiene alla Torre de’ Lanfredini. Ben conservato, oggi riadattato a per contenere i campanelli del palazzo.
La cornice misura cm 33x20.
Via Ghibellina, 121
50122 Firenze
È la buchetta di Palazzo Baroncini acquistato dalla famiglia nella prima metà del Settecento (prima di proprietà dei Soderini), tipico nello stile di Giovan Battista Foggini.
Solo un acuto osservatore potrebbe accorgersi di questo finestrino, murato e privo di cornice, si trova nascosto sotto la grande finestra a mensola che fiancheggia il portone d’ingresso.


Via del Giglio, 2
50123 Firenze
Sulla facciata di Palazzo Bartolini Salimbeni Vivai si trova una delle buchette più graziose
e meglio conservate della città.
Rappresenta al momento un unicum nel suo genere, incorniciata da una sorta di portale di un palazzo rinascimentale, con ancora la sua originale porticina. Poco distante una targa lapidea indica l’orario e il periodo per la vendita del vino. Apertura cm 31x19,5.
Via de' Ginori, 14
50123 Firenze
È la parte posteriore del Palazzo Medici Riccardi e si estende da dopo il muro merlato che chiude il giardino. Visibile in facciata lo stemma dei Riccardi formato da una chiave. Il finestrino è visibile dall’interno, intagliato nel legno del portone d’ingresso e ben conservato, ha ancora i cardini funzionanti per permetterne l’apertura .All'esterno è stato ricreato il profilo.
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Borgo de' Greci, 1a
50122 Firenze
È la buchetta di Palazzo DeMari-Cybo, un imponente edificio con arcate trecentesche che fa angolo tra via de’Benci e Borgo de’ Greci. In origine era un tutt’uno con Palazzo Caccia Peruzzi che si trova in via de’ Benci ai civici 19-21. La cornice in pietra serena è perfettamente conservata. È una delle buchette fiorentine ad aver riaperto la vendita al pubblico.

Via Isola delle Stinche, 7r
50122 Firenze
All’angolo con via della Vigna Vecchia si trova un imponente edificio Quattrocentesco, Palazzo Lottini ornato da un bellissimo, stemma sostenuto da una mensola con nastri svolazzanti.
In facciata si trova una lapide in marmo dedicata allo scultore Giovanni Dupré.
Sotto la lapide si trova la buchetta del vino che oggi appartiene alla gelateria Vivoli.
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Via Maffia, 18/A
50125 Firenze
La strada è formata non tanto dalle facciate di case proprie ma dal retro di edifici imponenti che si affacciano su altre strade, come i Palazzi di via de’ Serragli, di via Santo Spirito e del Convento di Santo Spirito.
All’angolo con via Sant’Agostino si trova la buchetta del vino che oggi versa in un pessimo stato di conservazione. La cornice in pietra serena e l’interno oggi tamponato, necessitano di urgenti interventi di restauro.

Via Maggio, 38
50125 Firenze
Al numero 38 troviamo Casa Dami, un edificio dal prospetto oltremodo semplice.l palazzo fu acquistato nel 1735 da Giuliano Dami, favorito del Granduca di Toscana, Gian Gastone de' Medici.La buchetta del vino è a destra del portone, presenta una cornice di pietra serena e l’interno non è murato ma protetto da un vetro.
Molto vicina a questa buchetta se ne trova un’altra del palazzo a fianco al n. 40 probabilmente sono state realizzate in periodi differenti.

Via de' Neri, 29
50122 Firenze
Una strada all’ombra di Palazzo Vecchio che per secoli ha giocato un ruolo importante. Qui infatti vivevano alcune importanti famiglie fiorentine come i Rustici, i Bagnesi, i Filipetri, i Foraboschi, i Davanzati, i Da Diacceto, i Soldani, i Talani e i Nori da cui prende il nome la via, diventata poi nel tempo Neri.
La buchetta non si vede subito eppure c’è, proprio in facciata sul lato destro del portone oggi riadattata in tempi moderni a campanelliera del palazzo.
Non è raro trovare queste soluzioni nel centro storico di Firenze.

Via dell'Oriuolo, 36
50122 Firenze
Il Palazzo Strozzi Sacrati, anche Guadagni dell’Opera, nei secoli ha subito vari interventi di ammodernamento.
Dopo la trasformazione di via Buia (ultimo tratto di via dell’Oriuolo) il marchese fece eseguire numerosi lavoris ul fronte laterale del palazzo. Nel 1887 fu aperta la buchetta del vino in via dell’Oriuolo tutt’oggi visibile e perfettamente conservata.

Via Palchetti, 2
50123 Firenze
Anticamente si chiamava via degli Stamaioli, tessitori di stami di seta che avevano in questa strada le loro botteghe. Il termine “palco” o “palchetto” si riferiva a quelle case o chiese che sorgevano in un luogo elevato.
La famiglia Rucellai metteva spesso in palco lo spazio tra il loro palazzo e la loggia (in via della Vigna Nuova), specialmente in occasione di matrimoni importanti.
La via si apre proprio con Palazzo Rucellai e ai civici 2 e 4 abbiamo due buchette del vino appartenute alla medesima famiglia. Le buchette si somigliano nella forma, entrambe si trovano al di sotto di una grande finestra. Presentano ancora il loro sportellino originale con i segni dell’antico martello. La buchetta al civico 2 mostra chiari segni dello scorrere del tempo, la cornice appare più rovinata.

Via Pietrapiana 30
50121 Firenze
La via aveva diverse denominazioni, il tratto da Borgo Allegri a via de’ Pepi prendeva il nome di via dei Pianellai poiché qui vi lavoravano artigiani che foggiavano calzature e pianelle di materiali di vario genere.
Al civico 30 troviamo un edificio che ha subito negli anni Settanta un radicale intervento di ristrutturazione, riportando a vista l’apparecchio murario e gli archi ribassati. Sulla sinistra del portone troviamo la buchetta del vino con una cornice in pietra serena, la buchetta oggi è priva di sportello originario ma è in attesa di un nuovo sportellino in legno.
Via dei Pilastri 21
50121 Firenze
Una piccola abitazione con la facciata ingentilita presenta al piano terra una finestra con inferriata e con l’architrave sporgente. Alla destra della finestra si nota la buchetta del vino oggi tappata con la sua cornice in pietra serena. La buchetta è stata spesso preda di atti vandalici.
Borgo Pinti 15
50121 Firenze
Al civico 15 troviamo una buchetta del vino perfettamente conservata. Non ha più il suo sportellino originale ed è murata non con del semplice intonaco ma con dei mattoncini rossi. La forma della cornice riproduce fedelmente la cornice del grande portone d’ingresso
Via dei Michelozzi, 2
50125 Firenze
Via Michelozzi è una breve via che collega via Maggio a piazza Santo Spirito. Proseguendo verso via Maggio dalla piazza ci accorgiamo che il lato sinistro è interamente occupato da un unico edificio: Palazzo Capponi come ricorda lo stemma sopra il portone principale. Proprio il portone ospita una buchetta del vino, nello specifico l’anta sinistra. Dall’esterno non è più visibile a causa di un restauro che ne ha nascosto le tracce ma dall’interno è rimasta perfettamente conservata.
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Via dell'Oriuolo, 13
50122 Firenze
Questa strada aveva anticamente tre nomi: via dello Sprone, da via Fiesolana a via Sant’Egidio, via degli Albertinelli da via Sant’Egidio a via delle Pappe (ora Folco Portinari) e da via Folco Portinari a piazza del Duomo prendeva il nome di via Buia (evidentemente gli edifici limitavano fortemente l'irraggiamento solare).
Con la costruzione del Palazzo della Banca d’Italia venne unificata sotto un unico nome di via dell’Oriuolo poiché in una officina lungo la via era stato fabbricato da Nicolò di Bernardo di San Friano, nel 1353, il primo orologio pubblico destinato a Palazzo Vecchio.
In questa strada troviamo ben 4 buchette del vino. La prima che incontriamo venendo da piazza Salvemini è al civico 13, perfettamente conservata la cornice in pietra serena, è possibile ancora notare il foro d’ingresso del fiasco di vino oggi murato sul fondo.

Via Palchetti,4
50123 Firenze
La via si apre proprio con Palazzo Rucellai e ai civici 2 e 4 abbiamo due buchette del vino appartenute alla medesima famiglia. Le buchette si somigliano nella forma, entrambe si trovano al di sotto di una grande finestra. La buchetta del civico 4 ha ancora il suo sportellino originale aperto oggi al passaggio del vino. La buchetta infatti appartiene alla storica Fiaschetteria fiorentina “da Il Latini”, come riporta l’iscrizione in marmo sul portale d’ingresso che ha a cuore la sua storia e la sua salvaguardia.

Via dei Pepi 1
50121 Firenze
La famiglia Pepi ebbe le prime case nel popolo si San Remigio e poi si trasferirono nella zona di Santa Croce. La famiglia si arricchì per il commercio delle spezie.
Anche questa strada una volta era divisa in diversi tratti, il primo sull’angolo con piazza Santa Croce prendeva il nome di Canto alle Mosche, forse perché battuto dal sole e quindi preferito dagli insetti. Proprio qui troviamo Palazzo Benvenuti con la sua buchetta del vino munita di grata ed inferriata di protezione. Fortunatamente la buchetta appare oggi ben conservata nonostante sia stata più volte preda di atti vandalici.
Via della Pergola 39
50121 Firenze
Anticamente questa strada si trovata fuori le mura e qui si stendevano i tiratoi dell’Arte della Lana, il cui stemma un tempo si trovava all’angolo con via Nuova de’ Caccini. Nelle prossimità del tiratoio c’era una grande pergola d’uva, per questo motivo il nome passò al teatro, fatto costruito nel 1625 dagli accademici Immobili.
Una volta la strada aveva tre denominazione diverse, il tratto di strada che ci interessa – da via della Colonna a via Alfani – si chiamava via dell’Orbatello (qui si trovava l’Ospedale detto d’Orbatello). All’incrocio con via degli Alfani si trova il Canto della Catena chiamato così per lo stemma degli Alberti che ha due catene incrociate, dominato dal grande stemma in alto dell’Arte della Lana.
Se invece abbassiamo lo sguardo notiamo subito una buchetta del vino sotto la finestra: perfettamente conservata, con il suo originale sportellino in legno, il dado in ferro e i segni del batacchio (martello).
Via Mazzetta, 10
50125 Firenze
La via collega piazza San Felice a piazza Santo Spirito. Un tempo si chiamava via Maggetta, come via Maggio ma al diminutivo e poiché via Maggio voleva dire via Maggiore questa sarebbe stata una via Maggiore minore.
All’angolo con piazza Santo Spirito si trova Palazzo Guadagni, uno dei più importanti edifici rinascimentali della città.
In basso la panca di via crea una sorta di basamento sui due lati del Palazzo.
La buchetta del vino si affaccia sul lato di via Mazzetta: è intagliata nel legno del portone laterale dell’edificio, recentemente restaurato, questo intervento ha però tamponato la buchetta con una sorta di dado anch’esso in legno. Rimane oggi appena visibile la parte arcuata dell’antica buchetta.

Chiasso delle Misure, 2
50123 Firenze
Con il nome misure si indicano gli strumenti atti a valutare pesi, capacità e lunghezze che il Comune controllava per evitare frodi. E’ probabile che gli uffici delle Misure si trovassero proprio in questo Chiasso. Si tratta di una delle viuzze più strette e meno frequentate di Firenze, anche anticamente si temette che diventasse un luogo angusto e indecente e infatti a metà percorso si legge tra le pietre la medesima iscrizione: I SIGNORI OTTO HANNO PROIBITO CHE NON SI FACCIA BRUTTURA ALCUNA.
Alla fine sotto la lunga volta troviamo una buchetta del vino in cui interno oggi è intonacato.

Via dell'Oriuolo, 19
50122 Firenze
Un edificio imponente composto da quattro piani ed un balcone centrale. Un tempo qui si trovavano le case degli Albizi. Oggi prende il nome di Palazzina Fantappiè.
Il Palazzo presenta ben due buchette del vino: la prima sulla destra del portone sotto la terza finestra inginocchiata, oggi tappata, con la cornice in perfetta armonia con l’architettura del palazzo, l’altra invece dalla parte opposta rispetto al portone, ad altezza marciapiede all’interno di un’inferriata.

Via Palazzuolo, 22
50123 Firenze
La strada prende il nome da un piccolo palazzo appartenuto alla famiglia Del Bravo quasi disperso tra casolari rurali e gli orti dei Vespucci.
Oggi è una lunga via del centro di Firenze che corre quasi parallela al fiume Arno.
Al civico 22 è ben visibile la buchetta del vino, intagliata nella pietra della facciata. Oggi è murata e spesso spazio ideale per gli street artist di passaggio.

Via Pandolfini 14
50122 Firenze
La via aveva tre denominazioni e nell’Ottocento venne unificata col nome Pandolfini.
Al civico 14 troviamo il cinquecentesco Palazzo Niccolini, completamente ristrutturato nel Settecento. Del Cinquecento soltanto il grande portone a bozze di pietra.Sotto una grande finestra a sinistra del portone è ben visibile la buchetta del vino. Sebbene oggi la parte dell’apertura sia intonacata la buchetta appare perfettamente conservata.
Via Pandolfini 28
50122 Firenze
Sull’angolo con via Giraldi si sviluppa il trecentesco Palazzo Pandolfini, un edificio inusuale più simile a una residenza di campagna che di città.
Nel Settecento possedeva anche una piccola loggia interna.
La buchetta del vino c’è ma non è visibile dall’esterno, si tratta di una buchetta tappata, intagliata in un muro interno di mattoni.
Via dei Pepi 8
50121 Firenze
A pochi passi dal civico 1, dalla parte opposta della strada al n. 8 troviamo una casa tutt’altro che pretenziosa. In facciata mostra subito sulla sinistra del portone d’ingresso centinato, sotto una grande finestra, la sua buchetta del vino oggi tappata e purtroppo spesso preda di atti vandalici
Via Pietrapiana 40
50121 Firenze
Il tratto di strada che collegava via de’ Pepi con via del Fosso (oggi via Verdi), prendeva il nome di via degli Scarpentieri, è probabile che questa via fosse frequentata dai carpentieri.
Il civico 40 è tutt’altro che un edificio importante, eppure, anche qui si trova una buchetta del vino visibile solo dall’interno, è intonacata e ha una cornice in pietra perfettamente conservata.
Via dei Pilastri 6
50121 Firenze
La famiglia dei Pilastri era originaria di Perugia, già ai tempi della battaglia di Montaperti si trovavano a Firenze ma si estinsero presto e della loro vita in città non rimane traccia se non il nome di questa strada che si estende da Borgo Pinti a piazza Sant’ Ambrogio. Qui siamo a pochi passi dalla chiesa di Sant’Ambrogio.
Al civico 6 troviamo Palazzina Caccini luogo di incontro di due giovani amanti: Caterina Brogi e Jacopo Salviati. Proprio in questo edificio avvenne l’efferato omicidio della povera Caterina Brogi per ordine di Veronica Cybo Malaspina moglie di Jacopo Salviati.
A sinistra rispetto al portone principale si trova la buchetta del vino che presenta in un buono stato di conservazione. Ha lo sportellino in legno e una cornice in pietra serena la cui forma riproduce fedelmente quella del portone principale del palazzo.
Borgo Pinti 13
50121 Firenze
La strada collega via Sant’Egidio a piazzale Donatello.
Al n. 13 troviamo Palazzo Roffia Graziani costruito dalla famiglia Roffia nel tardo Seicento. Il portale presenta lo stemma dei Roffia e una novità assoluta: il primo balcone fiorentino in ferro battuto.
La proprietà del Palazzo passò poi in mano ai Morelli e successivamente ai Graziani.
Al piano terra a destra del portone sotto la prima finestra inginocchiata è ben visibile la buchetta del vino del tutto particolare: è infatti intagliata nella pietra del palazzo e chiusa con lo sportellino di legno.
via delle Pinzochere 1
50122 Firenze
Le pinzochere e i pinzocheri appartenevano all’ordine francescano ed erano riconoscibili per il loro saio bigio. I nuclei più folti si formarono intorno al convento francescano di Santa Croce, le pinzochere avevano il compito di tenere pulita la chiesa francescana, con gli strumenti di lavoro, accedevano alla chiesa da una grande porta, Porta delle Pinzochere, che esiste ancora oggi seppur murata e ostruita da un sepolcro.
All’angolo tra via delle Pinzochere e via San Giuseppe si trova un grande edificio di quattro piani. Al piano terra vicino alla panca di via dell’edificio a fianco troviamo una buchetta del vino oggi tamponata.
Piazza Peruzzi 1
50122 Firenze
In questa zona sorgevano le case della famiglia Peruzzi con il loro inconfondibile stemma formato da sei pere d’oro in campo azzurro. I Peruzzi fecero la loro fortuna inizialmente come mercanti, diventando poi insieme ai Frescobaldi e ai Bardi, banchieri di papi e re. La famiglia non ebbe alcun ritegno a costruire il loro maggiore Palazzo proprio sull’Anfiteatro romano.
Al civico 1 troviamo palazzo Peruzzi che una volta si appoggiava sulle mure della prima cerchia comunale. Nel tempo ha subito modifiche e ampliamenti oltre a vari passaggi di proprietà.
La buchetta del vino si trova all’angolo con via delle Brache, sotto una finestra. Presenta una cornice in pietra serena e l’originale sportellino in legno che è possibile ammirare anche internamente. Gli attuali proprietari dopo la ristrutturazione del locale hanno deciso di riaprire la buchetta alla vendita del vino.
Borgo Pinti 13
50121 Firenze
Sempre in Palazzo Roffia Graziani questa volta all’interno troviamo una seconda buchetta del vino inserita perfettamente all’interno di una grata di una finestra.
Borgo Pinti 27
50121 Firenze
Palazzo Marzichi Lenzi non è molto visibile lungo la via per quanto segnalato dal grande stemma della famiglia Lenzi.
L’edificio fu notevolmente danneggiato con l’alluvione del 1966, venne poi restaurato e attualmente occupato da un albergo, Hotel Monna Lisa.
La buchetta del vino non è visibile dall’esterno perché è stata totalmente tamponata, ma fortunatamente si vede dall’interno, entrando nel grande atrio di ingresso dell’ hotel. La parte interna è ben conservata anche se non vi è traccia dello sportellino di legno originale, oggi sostituito con dei mattoncini rossi.
Costa San Giorgio 23
50121 Firenze
Si tratta di una strada in ripida pendenza che si trova in Oltrarno e collega via di San Leonardo con piazza dei Rossi. La via inizia con la propria porta Porta San Giorgio chiamata così per la chiesa di San Giorgio una delle più antiche chiese parrocchiali.
Al numero 23 si trova un edificio nato dall'unione di più casette, come dimostra la posizione irregolare delle finestre, distribuite su quattro assi e su tre piani. In questa edificio popolare si trova una buchetta del vino. Nonostante la ripidità della strada non stupisce trovare una buchetta del vino poiché vi erano in prossimità poderi interni alla collina
Oggi la buchetta è murata che appare in perfetto stato di conservazione.
via dei Pucci 4
50122 Firenze
La fortuna della famiglia de’ Pucci si consolidò presto con quella della famiglia de’ Medici poiché l’esecutore più fedele di Cosimo de’ Medici fu Puccio de’ Pucci.
A fine Quattrocento Antonio Pucci acquistò in questa zona varie case e orti.
Si trattava di una grande fabbrica che vide coinvolti numerosi architetti come Antonio da Sangallo il Giovane e Bartolomeo Ammannati. Il Palazzo Pucci è composto infatti da tre corpi di fabbricati, da via dei Servi a via Ricasoli.
All’altezza del civico 4 a destra del portone si trova la buchetta del vino intagliata nella pietra del Palazzo. La buchetta è perfettamente conservata e oggi è tornata nuovamente in funzione.
Via delle Ruote 45
50129 Firenze
Via delle Ruote è una strada del centro di Firenze che collega via Santa Caterina d’Alessandria con via San Gallo.
La ruota con le lame taglienti fu lo strumento di tortura utilizzato contro Caterina d’Alessandria, diventato poi il simbolo della Santa fu il segno delle monache di Santa Caterina d’Alessandria che in questa zona avevano il loro monastero. Per raggiungere via San Gallo si doveva percorrere un vicoletto tra la vegetazione( oggi via Santa Reparata) che attraversava terreni di proprietà delle stesse monache.Le monache si rivolsero agli Ufficiali di piazze e vie e venne tracciata, proprio a spese delle monache l’attuale drittissima via. Il monastero fu soppresso a fine Quattrocento.
Al n. 45 in un palazzo tutt’altro che pretenzioso si trova la buchetta del vino. La parte interna è intonacata, ma la cornice è in ottimo stato di conservazione.
Via Ricasoli 23
50122Firenze
La strada collega piazza Duomo a piazza San Marco, anticamente prendeva il nome di via del Cocomero. In via del Cocomero nel 1640 Niccolò degli Ughi costruì un piccolo teatro che prese il nome di Teatro del Cocomero, alla morte di Niccolò degli Ughi prese il nome di Teatro Niccolini.
La via venne intitolata alla famiglia Ricasoli a metà Ottocento.
Nel tratto che collega via de’ Pucci a piazza San Marco, al civico 23 si trova una buchetta del vino sul lato destro del portone di ingresso. La buchetta è finemente intagliata nella facciata del palazzo. Si presenta con un arco ben definito, intonacata e in perfetto stato di conservazione.
Via San Cristofano 2
50121 Firenze
San Cristofano ovvero San Cristoforo, portatore di Cristo, era caro alla fantasia popolare. Nel Medioevo fu invocato come patrono dei viaggiatori. La sua figura veniva spesso dipinta sul fianco delle chiese o sulle facciate delle case per permettere ai viaggiatori di rivolgergli una preghiera contro i pericoli della strada.No possiamo escludere che ci sia stato un dipinto del santo nei paraggi di via San Cristofano che ha dato il nome alla strada.
Al civico 2 oggi si trova una struttura ricettiva e alla destra della porta d’ingresso si nota la buchetta del vino. Perfettamente conservata, oggi è murata e ha all’interno una decorazione votiva in terracotta.
Via del Proconsolo 12
50122 Firenze
Il Palazzo Nonfinito si trova al n. 12 di via del Proconsolo, all’angolo con Borgo degli Albizi. L’edificio venne eretto sopra alcune case e torri appartenute alla famiglia dei Pazzi che furono acquistate da Alessandro Strozzi. I lavori furono affidati prima a Buontalenti e poi a Vincenzo Scamozzi. I progetti non vennero portati a compimento per colpa delle finanze ormai estenuate degli Strozzi e questo determinò la denominazione corrente del palazzo: “Nonfinito”.
Oggi il Palazzo è sede del Museo nazionale di antropologia ed etnologia.
Intagliata nell’anta sinistra del portone di legno è ancora visibile la buchetta del vino. Nella parte interna si notano i cardini originari che permettevano l’apertura dello sportellino dall’interno, mentre nella parte esterna è visibile l’intaglio del legno.
via della Porcellana 51
50123 Firenze
Nel tratto tra via Palazzuolo e via della Scala sorgeva un ospedale nel Trecento fondato dalla famiglia de’ Michi. La strada prese il nome dei Michifino a che il frate e spedalingo Guccio del Porcellana, che per anni amministrò l’Ospedale de’ Michi, lo fece mutare. Sia l’Ospedale che la strada presero il nome di Porcellana. A fianco dell’Ospedale si trovava la Compagnia dei Barelloniche aveva il compito di trasportare gli ammalati con grandi barelle a mano e non in spalla.
L’Ospedale cessò la sua attività nel 1504 e i vasti locali furono occupati dalle monache stabilite.
Questa via è caratterizzata da numerosi tabernacoli e al n. 51 si trova anche una buchetta del vino ospitata sulla facciata di un edificio non pretenzioso. La buchetta appare come riemersa dall’intonaco della facciata e si presenta perfettamente conservata.
Proconsolo 10
50122Firenze
Il Proconsolo, nell’ordinamento della Repubblica fiorentina, era il capo dell’Arte dei Giudici e dei Notai.
Al n. 10 si trova Palazzo Pazzi Quaratesi,
Il palazzo è detto anche "della Congiura" perché proprio il ramo della che vi risiedeva fu responsabile della congiura contro la famiglia de’ , che portò all'uccisione di Giuliano e al ferimento di Lorenzo. Gesto fatale per la famiglia Pazzi che venne duramente punita con l'uccisione di alcuni suoi membri, il bando dei suoi membri dalla città e la confisca di tutti i loro beni, compreso questo palazzo. La proprietà passò alla famiglia Cybo Malaspina e successivamente agli Strozzi, che lo tennero fino al 1796 quando divenne proprietà dei Quaratesi.
Palazzo Pazzi Quaratesi è uno dei più importanti esempi di architettura civile rinascimentale. La facciata è dominata dal contrasto fra il bugnato rustico del pian terreno e l'intonaco bianco dei due piani superiori, abbelliti da eleganti bifore
A piano terra sulla destra del portone principale si trova la buchetta del vino. La cornice riproduce fedelmente il bugnato della facciata e la cornice del portone d’ingresso. Appare oggi in perfettamente conservata
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
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A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
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In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Borgo Pinti 26
50121 Firenze
In Palazzo Bellini delle Stelle abitò lo scultore Giambologna e la piano terra si trovavano i laboratori; la zona nel Cinquecento era abitata da molti artisti come Pontormo, Federico Zuccari, Andrea del Sarto e tanti altri. Da questo Palazzo uscirono le più grandi opere di scultura fusa della città: la statua equestre di Cosimo Idestinata a piazza della Signoria e la statua equestre di Ferdinando I per piazza Santissima Annunziata.
A sinistra del portone, sotto una finestra con inferriata si trova una buchetta del vino oggi tappata. Il suo stato di conservazione non è ottimale, la vernice usata per dipingere la facciata è finita anche, in modo grossolano, sulla buchetta del vino.
Pitti( sdrucciolo de')5
50121 Firenze
Lo sdrucciolo è una strada dalla quale si può facilmente scivolare. Ne esistevano diversi a Firenze, il più famoso rimasto è certamente lo Sdrucciolo de’ Pitti, una stradina stretta in discesa che parte da piazza Pitti e corre veloce verso via Maggio.
Al civico 5 troviamo la buchetta del vino con il suo originale sportellino in legno in cui sono evidenti ancora il dado in ferro e il foro su cui in origine vi era avvitato il picchiotto per richiamare l’attenzione del cantiniere all’interno.
N.99
Via San Niccolò, 35r
50100 Firenze
Si trova all'interno dell'Agenzia Immobiliare che affaccia sulla via a questo numero. Posizionata in corrispondenza del muro esterno ad un'altezza consona, sembra presentare la parte di cornice in pietra con arco fiammeggiante che in realtà dovrebbe stare all'esterno. L'apertura misura cm 27x17.

Il sito, gestito dall'Associazione Buchette del Vino, è online dal 30 marzo 2016.
I testi sono a cura di Diletta Corsini, Matteo Faglia, Mary Forrest, salvo dove diversamente specificato.
This website is managed by the Wine Windows Association (Associazione Buchette del Vino).
The text has been prepared by Diletta, Corsini, Matteo Faglia and Mary Forrest, except when otherwise indicated.
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50121 FIRENZE
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