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sito dell'Associazione Culturale BdV di Firenze

Una nuova scoperta a Pistoia di Claudio Gori

 

Sono passato infinite volte da Via delle Belle a Pistoia, davanti a quel portone, e mai avevo notato niente…fino a quel giorno dello scorso agosto: ero in compagnia di un gruppetto di turisti (sono in effetti guida turistica) e stavo parlando, guarda caso, della buchetta del vino nella vicina Via S. Andrea, che avevamo visto poco prima.

Le buchette sono una specialità della Toscana del nord, e al di fuori della Toscana sono sconosciute, per cui generano sempre interesse e curiosità in chi, venendo nelle nostre città, le vede per la prima volta. Stavo proprio rispondendo alle loro domande sull’utilizzo di questi finestrini quand’ecco che, casualmente, alzando lo sguardo, vedo ciò che mai avevo notato fino a quel momento: una finestrella intagliata nello spessore del portone in quello che, in mancanza di numero civico, dovrebbe essere il n. 2 della via!

 

Ma com’è che non me n'ero accorto prima?

Rintracciato il proprietario del palazzo, sono stato da questi autorizzato a ispezionare la piccola apertura dall’interno: il chiavaccino, i cardini sembrano proprio quelli di una buchetta del vino, le dimensioni pure sono quelle classiche (altezza cm 32 e larghezza 21 cm) anche se manca la forma centinata abituale, alla quale si dovette rinunciare, penso, per render più semplice il taglio del legno del portone.

 

Non avrei mai sospettato però che questo fosse solo il primo atto di una inaspettata, complicata, problematica ricerca. Ho scoperto che quell’isolato (fra Via delle Belle, Via S. Andrea, Via del Carmine e Piazza del Carmine) è diviso a metà da un muro interno, che oggi delimita varie proprietà, ma che probabilmente è il resto di un antico vicolo scomparso o, più probabilmente, di un antico cortile che originariamente doveva dare sulla pubblica via. Nello spessore di questo muro ho trovato varie aperture e nicchie. Di queste una, in particolare, potrebbe essere stata adibita a buchetta del vino.

 

E’ insomma possibile (questa almeno è un’ipotesi, tutta da verificare) che la buchetta ricavata nello spessore del portone da me individuata abbia sostituito la precedente buchetta in muratura oggi posta all’interno dell’isolato, una volta che questa divenne inaccessibile causa l’ampliamento degli edifici attigui e la conseguente chiusura del vicolo/cortile. La vendita del vino sarebbe allora continuata attraverso la nuova buchetta lignea, aperta sulla pubblica via.

 

Si tratta di un’ipotesi, nient’altro che un'ipotesi, per verificare la quale servirebbero tempo, indagini, ricerche catastali, ricostruzione dei passaggi di proprietà delle varie proprietà…insomma, quello delle buchette del vino è un affar serio!

Ne parleremo nella serata, già messa in programma, che dedicheremo alle nuove scoperte in materia di buchette tra Pistoia, Firenze e la Toscana, alla quale ospiti d’onore saranno gli amici della Associazione Buchette del Vino che da me interpellati hanno subito accettato la proposta.

 

Siccome non c’è cosa migliore che parlare di queste cose dopo aver gustato i piatti tradizionali della cucina toscana, accompagnati dal vino novo, la serata si svolgerà il 21 novembre in una trattoria di Pistoia, la stessa nella quale nel novembre del 2017 tenemmo una serata dedicata proprio alle buchette in Toscana.

Chissà, se le scoperte continueranno, potremmo organizzare una serata per anno…

Nel frattempo, buona caccia a tutti i cercatori di buchette del vino!

 

 

14 settembre 2018.

 

Lo Spedale... e la buca scomparsa!

l'incredibile scoperta di Diletta Corsini

 

Che i maggiori Spedali toscani fossero fin dal Medioevo “città nella città”, enti polifunzionali capaci di curare e ospitare pellegrini e infermi, accogliere e avviare al lavoro i bambini abbandonati, elargire elemosine e gestire un ingente patrimonio immobiliare è ben noto.

Che sorpresa invece, scoprire in un’antica pianta dello Spedale di Santa Maria Nuova la presenza delle “Stanze della buca dove si vende il Vino”!

La planimetria in questione, realizzata in occasione di un Censimento dei Beni nel 1707, descrive due ambienti contigui, situati al piano terra della fabbrica sotto l’ala est del loggiato, dotati di un’unica porta aperta su un cortile interno.

Un particolare della piazza, disegnata dello Zocchi circa quarant’anni dopo, illustra come avvenisse la vendita: da una buchetta! Un finestrino del vino con la consueta apertura ad arco spicca infatti come un curioso dettaglio al lato della finestra, ancora oggi esistente, delle “stanze della Buca”, sotto l’arco centrale del portico di destra.

Possibile che la buchetta fosse già in funzione prima del completamento del loggiato, avvenuto fra il 1707 e il 1710? Pare proprio di sì: in una stampa del 1684 che inquadra il lato destro della piazza si nota una specie di palazzina a due piani con un’insolita apertura in basso proprio sotto quella finestra…

 

Alcuni testi a stampa ci restituiscono un quadro più chiaro sull’organizzazione della cantina dello Spedale e della vendita al pubblico nel Settecento: Antonio Cocchi, uno dei più stimati medici fiorentini noto anche per la sua attività letteraria, nella sua Relazione sull’Arcispedale (1742) ci informa della presenza di un cantiniere affiancato da due garzoni che “custodisce il vino nella Cantina di Casa ricevendolo dalle fattorie, lo vende al minuto al popolo e ne consegna le porzioni quotidiane per gl’infermi”.

Fra gli Ordini per il Camarlingo di Santa Maria Nuova al tempo dello spedalingo Ricasoli spiccano invece i divieti per i cantinieri e per i loro garzoni di portare persone in cantina senza permesso, di abbandonare la Buca, di stabilire in autonomia il prezzo per le varie qualità di vino da vendere. Ci si preoccupa soprattutto che gli addetti alla Buca non “habbino l’ardire di servirsi de’danari che piglino”. Al Maestro di Casa si affida infine il compito di vigilare sui cantinieri affinché “non temperino (cioè non annacquino) il vino senza suo ordine”.

Il principale Spedale fiorentino utilizzava quindi il prodotto delle proprie vigne non solo per arricchire la dieta dei ricoverati, il vitto del personale e per la preparazione di farmaci, ma al pari delle famiglie nobili e di alcuni istituti religiosi commerciava il vino “maggiore del bisogno” per trarre profitto.

 

28 giugno 2018.

scoop

in pieno centro!

Firenze da scoprire

Una serie di video sulla Firenze alla corte dei Medici: il primo è sulle buchette del vino

a cura della Città Metropolitana di Firenze

con la partecipazione di Leonardo Pieraccioni

 

Curiosità, piccoli misteri che inducono alla visita e al divertimento, storie che fanno guardare alle strade e ai monumenti con altri occhi. “Firenze alla corte dei Medici” è un documentario a puntate, un “serial” particolare ideato da Ricciardo Artusi per la Città Metropolitana di Firenze prendendo spunto da Palazzo Medici Riccardi, il “Palazzo Magnifico” – come è stato definito.Il primo dei brevi episodi è dedicato alle “buchette del vino”, con un cammeo di Leonardo Pieraccioni. La regia è di Domenico Costanzo.

 

Una targa per ogni buchetta di Matteo Faglia

 

Abbiamo voluto cominciare da una delle buchette più significative e più fotografate: quella sul lato del Palazzo Antinori, in via del Trebbio 1. Il Marchese Piero Antinori, tra i nostri primi e più entusiasti soci, ha ospitato il 13 dicembre scorso una simpatica e partecipata "cerimonia" durante la quale ci siamo scambiati notizie e auspici sulla storia e il destino dei Finestrini del Vino, abbiamo "scoperto" la prima targa d'ottone e abbiamo brindato al successo dell'iniziativa che, con tutta

la pazienza del caso, porterà alla segnalazione di tutte le

referenze censite e "certificate" dalla nostra Associazione.

Cominciando ovviamente dalla città di Firenze, per poi

allargarci al resto della Toscana.

 

Presenti tra gli altri l'autore del libro "I Finestrini del Vino"

Massimo Casprini, l'arch. Lia Pescatori della

Soprintendenza che ha dato il nulla osta all'operazione, altri

proprietari di buchette e alcuni giornalisti, tra cui Milko

Chilleri che ha girato questo bel video visibile su

www.rossorubino.tv.

Certaldo Alto

La nostra socia Marita ha fatto interessanti scoperte a Certaldo Alto. In Piazza San Jacopo e Filippo, altezza, dimensioni e foggia non lasciano dubbi, andremo a curiosare all'interno per vedere cosa è rimasto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E che dire dell'apertura in via della Rena 4, così evidente all'interno e, invece, nascosta e quasi irriconoscibile tra i mattoni della parete esterna?

 

AAA cercasi abitazione con comodo finestrino

 

18 aprile 1840,

sul GIORNALE

degli ATTI

GIUDIZIALI

di FIRENZE

appare uno

strano annuncio:

qualcuno cerca

un'abitazione

"con comodo

finestrino per

vendere il Vino"

.........................

 

A spasso con la Pimpa

Che bella sorpresa

trovare un riferimento

alle buchette del vino

nella guida per

bambini pubblicata

dall'editore Panini!

Anche lui (Giuseppe Gioachino Belli) ne parla

di Alessandro Cambi

Abbiamo trovato un riferimento autorevole e inequivocabile alle buchette del vino fiorentine in alcuni brani del grande poeta e scrittore romano Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863).

Non solo, sempre dalla sua penna, la citazione di qualcosa che, a Roma, ha rappresentato un tentativo di regolamentare la vendita dl vino simile (ma non del tutto, come vedrete) a quella dei finestrini toscani: li chiamavano "cancelletti"...

Un finestrino

del Trecento ?!?

di Diletta Corsini

 

Nel corso di una ricerca iconografica relativa a immagini di bottiglie, bicchieri e vasellame da tavola, mi sono imbattuta in questa miniatura del XIV secolo che illustra il Vizio della Gola: perbacco, l’uomo che spilla il vino dalla botte ha una buchetta alle spalle!

Buchette del Vino

L'ASSOCIAZIONE HA COMPIUTO DUE ANNI

 

Tutto è iniziato alla fine di ottobre del 2015 quando abbiamo fondato a Firenze questa nuova Associazione Culturale con l'intento di far conoscere, valorizzare e salvaguardare il patrimonio unico e irripetibile delle cosiddette Buchette del Vino.

Con questo nome vengono comunemente indicate quelle aperture nelle facciate di tante case e tanti palazzi fiorentini, attraverso le quali sono passati di mano, nel corso di oltre tre secoli, milioni di fiaschi e bicchieri di vino buono. Venduto direttamente dal produttore al consumatore, in alternativa ai vinai e alle osterie, secondo una modalità commerciale del tutto originale, questii "finestrini" sono il frutto dell’inventiva e dell’iniziativa dei numerosi produttori di vino insediati nel contado toscano e residenti in città.

L’Associazione, nata con intenti culturali e senza scopo di lucro, nei suoi primi due anni di attività ha sviluppato innanzitutto il censimento nel territorio fiorentino, arrivando a catalogare oltre 160 referenze, dalle 90 circa da cui eravamo partiti. L'attenzione si è allargata anche al resto della Toscana, dove si segnalano finestrini del vino in 28 diverse località, con la certezza di dover assistere ad ancora numerose scoperte.

A Firenze sono state avviate, su percorsi differenti nel centro storico, sia visite guidate che "cacce alle buchette", e in più occasioni abbiamo tenuto incontri e "conferenze" sul tema, ospiti di altre associazioni culturali o di librerie. Dove il libro di Massimo Casprini "I finestrini del vino" da noi ripubblicato in versione aggiornata, è stato e continua ad essere diffuso alimentando l'interesse di curiosi e appassionati.

Ai quali ci rivolgiamo anche con questo sito e con la pagina Facebook aperta di recente, con l’invito a partecipare e a condividere con noi qualunque tipo di informazione o suggerimento.

 

Matteo Faglia

Presidente Associazione Buchette del Vino

 

Ottobre 2017

Due cartoline a confronto: la prima, 1965 circa, con tre scorci di via Palazzo dei Diavoli dove si intravedono una o forse due buchette.

La seconda, con le stesse inquadrature nell'estate 2015: addio buchette!

Quanti nomi

NON SOLO BUCHETTE

Sono tanti i nomi con i quali queste singolari aperture nei muri dei palazzi fiorentini sono state chiamate nei secoli. Eccoli qui di seguito, con in cima le nostre Buchette, il termine più comune e familiare, quello che abbiamo scelto per dare il nome alla nostra associazione.

Chi fosse a conoscenza di qualche altro modo usato per nominare questi piccoli tesori, per favore ce lo comunichi: andrà ad arricchire il nostro particolarissimo vocabolario.

 

BUCHETTE FINESTRINI

TABERNACOLI PORTICINE

MOSTRE SPORTELLINI

NICCHIE PORTE DEL PARADISO

FINESTRUOLE PORTICCIOLE

BUCHE FINESTRINE

PORTICELLE .............

 

Firenze, via dei Palchetti: ai numeri 2 e 4 ci sono due belle buchette. Una collega ancora la facciata ai locali interni dello storico ristorante-fiaschetteria "Il Latini".

Sotto: una "gobba" veneziana e un "nasone" romano.

Quelle strane aperture

 

Visitare una città d’arte italiana è un’esperienza affascinante perché permette di compiere un viaggio fra il passato e il presente ogni volta diverso. C’è davvero da sbizzarrirsi, perché accanto a musei prestigiosi e a chiese che ospitano capolavori celebrati in tutto il mondo questi luoghi straordinari per storia e cultura custodiscono anche piccole cose speciali, come arredi urbani insoliti o elementi architettonici unici, del tutto inusuali altrove.

Qualche esempio? Girovagando per Venezia ci s’imbatte in centinaia di “gobbe” o “pissabraghe” - curiose protuberanze di pietra collocate negli angoli bui per impedire ai malviventi di appostarsi ma anche per dissuadere i maleducati a usare le calle e le zone oscure delle chiese come orinatoi. A Roma, invece, non si può fare a meno di notare l’esercito dei duemila e più “nasoni”, fontanelle dal cannello ricurvo che distribuiscono gratuitamente acqua potabile in tutta la città.

 

Una peculiarità tutta fiorentina sono le “buchette”, aperture ad arco praticate sulle facciate degli edifici antichi, spesso in prossimità del grande portone d’ingresso. A differenza di gobbe e nasoni, queste strane finestrelle in pietra - troppo piccole e troppo basse per potersi affacciare e ormai in gran parte accecate - il più delle volte passano inosservate ai fiorentini come ai turisti, o vengono sbrigativamente catalogate come tabernacoli. Sembra incredibile perché sono più di cento e per la maggior parte si trovano in bella vista sui palazzi rinascimentali vanto della città, nelle vie percorse ogni giorno da orde di turisti. Ma come ha insegnato Edgar Allan Poe, sono proprio le cose in evidenza che sfuggono ai più!

Da queste finestrine ora in disuso, ma un tempo dotate di uno sportello in legno, i discendenti delle più antiche famiglie fiorentine hanno venduto per secoli il prodotto delle loro vigne. Più esattamente, erano i servitori addetti alla cantina del palazzo a praticare la vendita diretta: in un orario stabilito si bussava all’usciolino, si chiedeva la qualità di vino desiderata e il vinaio del conte o del marchese passava attraverso lo sportellino una misura di bianco o di “vermiglio” all’acquirente sulla pubblica via: dal produttore al consumatore!

Il vano delle buchette, non a caso, è alto e largo quanto un fiasco, il tipico contenitore di vetro impagliato, panciuto e con il collo lungo, usato in Toscana anche come misura del vino fino a poco tempo fa.

 

Cosa c'è nel sito

TESTI e IMMAGINI

 

L'Associazione Buchette del Vino gestisce il proprio sito con l'intento di comunicare, condividere, accogliere, rendere pubblico tutto ciò che riguarda la realtà di queste uniche e originali testimonianze del passato.

Il sito, in versione italiana e inglese, è strutturato in maniera semplice.

Nella HOME appaiono in evidenza i titoli e le aperture degli articoli più recenti, con eventuale link al testo completo nelle pagine di riferimento.

Nella sezione FATTI e DOCUMENTI aggiorniamo nelle sezioni di "DIARIO" le novità sulle scoperte, le iniziative e le segnalazioni,riportando nella parte "DOCUMENTI" le riproduzioni che riguardano a ricerche fatte, mentre nella sezione "SCHEDE" stiamo via via aggiornando, per ciascuna buchetta, le notizie che riguardano le sue specifiche caratteristiche e il luogo dove si trova.

ARTICOLI e RECENSIONI è l'archivio di tutti ciò che scriviamo e via via pubblichiamo, mentre alla voce ELENCO e MAPPE si trovano tutti gli aggiornamenti dei nostri dati di censimento.

Le immagini "segnaletiche" di tutte le buchette hanno il loro posto ordinato nelle pagine della PHOTO GALLERY suddivise tra quelle di Firenze e quelle del resto della Toscana: in ordine progressivo, secondo la numerazione da noi attribuita, formano un'unica e affascinante galleria, costantemente aggiornata.

Un ultimo spazio è dedicato ai CONTATTI, dove si trovano le indicazioni per qualunque tipo di richiesta, per associarsi e per comunicare con noi.

Buona navigazione.

 

Il sito, gestito dall'Associazione Buchette del Vino, è online dal 30 marzo 2016.

I testi sono a cura di Diletta Corsini, Matteo Faglia, Mary Forrest, salvo dove diversamente specificato.

 

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