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sito dell'Associazione Culturale BdV di Firenze

Bagno a Ripoli ha un nuovo finestrino

riceviamo da Massimo Casprini questa importante comunicazione

 

Ho scoperto soltanto oggi un finestrino a due passi da casa mia, in una strada che ho percorso migliaia di volte. E' murato a circa tre metri d'altezza ma è evidente che prima era in basso.

Si trova in via di Balatro n. 48, località Balatro nel comune di Bagno a Ripoli ed è sulla facciata di Casa Balatri, una costruzione del Seicento che era proprietà di questa famiglia che possedeva nelle vicinanze estesi vigneti.

Nonostante l'altezza, per me non ci sono dubbi, perché facendo un po' di ricerche sul posto sono venuto a sapere che pochi anni fa, nel corso dei restauri, non conoscendone la vera funzione, quel manufatto fu spostato dalla posizione in cui si trovava ad altezza d'uomo sulla strada, con l'intenzione di farne una piccola edicola sacra più in alto, cosa che poi non è mai stata completata.

La casa nel 1655 era abitata da Giovan Battista Balatri il quale possedeva vigneti nel vicino podere di Campolungo. Nel 1781 vi abitava Leopoldo Casini che faceva il mestiere di legnaiolo e non si sa se mantenne in esercizio il finestrino. Io penso di no.

Il borgo di Balatro (su cui sto scrivendo un libro) era un gruppo di case dove abitava povera gente che campava alla giornata: gli uomini andando a fare la fossa per le fattorie granducali di lappeggi e di Mondeggi, le donne arraggiandosi con qualche lavoretto in campagna perché, qui erano molte le famiglie scacciate dal podere. Mandare uno a Balatro era una vera punizione e condanna. Inoltre, la località si trova all'incrocio di importanti vie di comunicazione fin dal medioevo.

 

1 giugno 2018.

Una nuova segnalazione a Lastra a Signa

 

L'appassionata di buchette Serena Mignolli ci ha fatto scoprire una nuova buchetta a Lastra a Signa. Si trova in via Ferruccio Castracani, in bella posizione sotto una finestra in un angolo riparato del palazzo, dove possiamo facilmente immaginare gli avventori con il loro fiasco da riempire.

Avevamo soltanto un'altra referenza in quella zona, in via di Calcinaia. Probabilmente c'è ancora tanto da scoprire, così come in diverse altre località della Toscana. Ne Abbiamo censito finora 77 buchette in tutta la regione,bisogna continuare a tenere gli occhi aperti.

 

30 maggio 2018

Una brutta storia a lieto fine

pubblichiamo la lettera inviata al Soprintendente di Firenze Andrea Pessina

 

Egregio Soprintendente,

le scrivo in veste di Presidente dell’Associazione Buchette del Vino, attiva in città da oltre due anni e pochi mesi fa destinataria del suo nulla osta per l’affissione di targhe segnaletiche sulle buchette di Firenze e dintorni, attività in corso di realizzazione.

 

Forse ha saputo dell’inammissibile intervento fatto venerdì scorso alla buchetta del vino di via Pandolfini, sulla facciata di palazzo Niccolini/Pagliano, segnalata da un cittadino su Facebook e subito ripresa da tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia di queste particolari testimonianze del nostro passato.

Grazie al tam tam della rete, la notizia dello scempio è giunta all’assessore Arianna Bettini del Comune di Firenze, che è prontamente intervenuta ottenendo l’immediato ripristino.

 

La mattina di sabato, alle 8.00, eravamo sul posto a constatare l’efficacia dell’intervento e a comunicare prontamente sulla nostra pagina Facebook il buon esito della nostra protesta.

Ci tenevo a comunicarle questa vicenda per sottolineare ancora una volta quanto sia importante vigilare sui beni di questa città, mobilitandosi appena si scoprono inspiegabili e inqualificabili interventi come in questo caso.

 

Nelle foto sono documentati la infelice collocazione delle prese d’aria del condizionatore e il succesivo ripristino effettuato nella stessa giornata.

 

Mi è gradita l'occasione per inviarle i più cordiali saluti

 

Matteo Faglia Firenze, 21 maggio 2018

Una buchetta nella Villa di Pomino!

di Lorella Baggiani

 

Alle vicende delle famiglie Albizi e Frescobaldi è legata una buchetta rinvenuta nella tenuta di Pomino (Rufina), luogo rinomato per la produzione di quel marchio blasonato e spesso evocato a fianco del Chianti o del Montepulciano.

L'apertura risulta riportata sulla parete che si affaccia all'interno dei pregevoli locali per conservare il vino risalenti al XVII secolo, ovvero nella parte più antica delle cantine collocate al di sotto del nucleo centrale della villa costruita dagli Albizi nel Cinquecento e contraddistinta dall'elegante porticato.

Certaldo Alto

La nostra socia Marita ha fatto interessanti scoperte a Certaldo Alto. In Piazza San Jacopo e Filippo, altezza, dimensioni e foggia non lasciano dubbi, andremo a curiosare all'interno per vedere cosa è rimasto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E che dire dell'apertura in via della Rena 4, così evidente all'interno e, invece, nascosta e quasi irriconoscibile tra i mattoni della parete esterna?

 

Il fiasco? E' una lunga storia! II parte

di Silvia Ciappi

Variazioni di forma e d'uso dal XVI al XIX secolo

 

L’inventario cinquecentesco di una fornace di Firenze, dotata di magazzino e di bottega per la vendita, elenca oltre 6.000 fiaschi di diversa capacità, sia nudi, ossia da rivestire di sala, e vestiti, già ricoperti di paglia palustre e pronti per il commercio.

Fu proprio la consistente produzione di fiaschi che rese necessario stabilire una regolamentazione legislativa. Un bando del 1574 fissava la capacità di misura in mezzo quarto, pari a litri 2,28. L’uffizio del Segno pubblico provvedeva ad applicare un marchio di piombo sul rivestimento di paglia, a garanzia dell’effettiva

capienza. Pur con questo provvedimento era però semplice

frodare la legge: bastava inserire i fiaschi nuovi entro vesti

già bollate e, così, evadere la gabella sul bollo. Inoltre il

maggiore spessore del vetro consentiva di nascondere la

reale quantità del vino. Per controllare la consistenza del

vetro unbando del 1626 stabiliva di apporre sul collo del

fiasco, a caldo, un marchio con l'immagine del giglio

di Firenze.

Fu allora, alla metà del secondo decennio del XVII

secolo, che il fiasco, mutò il secolare aspetto: l’impagliatura

a cordicelle orizzontali lasciava libero il collo e parte della

spalla.

 

Firenze da scoprire

Una serie di video sulla Firenze alla corte dei Medici: il primo è sulle buchette del vino

a cura della Città Metropolitana di Firenze

con la partecipazione di Leonardo Pieraccioni

 

Curiosità, piccoli misteri che

inducono alla visita e al

divertimento, storie che fanno

guardare alle strade e ai

monumenti con altri occhi.

“Firenze alla corte dei Medici”

è un documentario a puntate,

un “serial” particolare ideato

da Ricciardo Artusi per la

Città Metropolitana di Firenze

prendendo spunto da Palazzo

Medici Riccardi, il “Palazzo

Magnifico” – come è stato

definito.Il primo dei brevi

episodi è dedicato alle “buchette

del vino”, con un cammeo di

Leonardo Pieraccioni. La regia

è di Domenico Costanzo.

 

Una targa per ogni buchetta di Matteo Faglia

 

Abbiamo voluto cominciare da una delle buchette più significative e più fotografate: quella sul lato del Palazzo Antinori, in via del Trebbio 1. Il Marchese Piero Antinori, tra i nostri primi e più entusiasti soci, ha ospitato il 13 dicembre scorso una simpatica e partecipata "cerimonia" durante la quale ci siamo scambiati notizie e auspici sulla storia e il destino dei Finestrini del Vino, abbiamo "scoperto" la prima targa d'ottone e abbiamo brindato al successo dell'iniziativa che, con tutta

la pazienza del caso, porterà alla segnalazione di tutte le

referenze censite e "certificate" dalla nostra Associazione.

Cominciando ovviamente dalla città di Firenze, per poi

allargarci al resto della Toscana.

 

Presenti tra gli altri l'autore del libro "I Finestrini del Vino"

Massimo Casprini, l'arch. Lia Pescatori della

Soprintendenza che ha dato il nulla osta all'operazione, altri

proprietari di buchette e alcuni giornalisti, tra cui Milko

Chilleri che ha girato questo bel video visibile su

www.rossorubino.tv.

AAA cercasi abitazione con comodo finestrino

 

18 aprile 1840,

sul GIORNALE

degli ATTI

GIUDIZIALI

di FIRENZE

appare uno

strano annuncio:

qualcuno cerca

un'abitazione

"con comodo

finestrino per

vendere il Vino"

.........................

 

A spasso con la Pimpa

Che bella sorpresa

trovare un riferimento

alle buchette del vino

nella guida per

bambini pubblicata

dall'editore Panini!

Anche lui (Giuseppe Gioachino Belli) ne parla

di Alessandro Cambi

Abbiamo trovato un riferimento autorevole e inequivocabile alle buchette del vino fiorentine in alcuni brani del grande poeta e scrittore romano Giuseppe Gioachino Belli (1791-1863).

Non solo, sempre dalla sua penna, la citazione di qualcosa che, a Roma, ha rappresentato un tentativo di regolamentare la vendita dl vino simile (ma non del tutto, come vedrete) a quella dei finestrini toscani: li chiamavano "cancelletti"...

Un finestrino

del Trecento ?!?

di Diletta Corsini

 

Nel corso di una ricerca iconografica relativa a immagini di bottiglie, bicchieri e vasellame da tavola, mi sono imbattuta in questa miniatura del XIV secolo che illustra il Vizio della Gola: perbacco, l’uomo che spilla il vino dalla botte ha una buchetta alle spalle!

Buchette del Vino

L'ASSOCIAZIONE HA COMPIUTO DUE ANNI

 

Tutto è iniziato alla fine di ottobre del 2015 quando abbiamo fondato a Firenze questa nuova Associazione Culturale con l'intento di far conoscere, valorizzare e salvaguardare il patrimonio unico e irripetibile delle cosiddette Buchette del Vino.

Con questo nome vengono comunemente indicate quelle aperture nelle facciate di tante case e tanti palazzi fiorentini, attraverso le quali sono passati di mano, nel corso di oltre tre secoli, milioni di fiaschi e bicchieri di vino buono. Venduto direttamente dal produttore al consumatore, in alternativa ai vinai e alle osterie, secondo una modalità commerciale del tutto originale, questii "finestrini" sono il frutto dell’inventiva e dell’iniziativa dei numerosi produttori di vino insediati nel contado toscano e residenti in città.

L’Associazione, nata con intenti culturali e senza scopo di lucro, nei suoi primi due anni di attività ha sviluppato innanzitutto il censimento nel territorio fiorentino, arrivando a catalogare oltre 160 referenze, dalle 90 circa da cui eravamo partiti. L'attenzione si è allargata anche al resto della Toscana, dove si segnalano finestrini del vino in 28 diverse località, con la certezza di dover assistere ad ancora numerose scoperte.

A Firenze sono state avviate, su percorsi differenti nel centro storico, sia visite guidate che "cacce alle buchette", e in più occasioni abbiamo tenuto incontri e "conferenze" sul tema, ospiti di altre associazioni culturali o di librerie. Dove il libro di Massimo Casprini "I finestrini del vino" da noi ripubblicato in versione aggiornata, è stato e continua ad essere diffuso alimentando l'interesse di curiosi e appassionati.

Ai quali ci rivolgiamo anche con questo sito e con la pagina Facebook aperta di recente, con l’invito a partecipare e a condividere con noi qualunque tipo di informazione o suggerimento.

 

Matteo Faglia

Presidente Associazione Buchette del Vino

 

Ottobre 2017

Due cartoline a confronto: la prima, 1965 circa, con tre scorci di via Palazzo dei Diavoli dove si intravedono una o forse due buchette.

La seconda, con le stesse inquadrature nell'estate 2015: addio buchette!

Quanti nomi

NON SOLO BUCHETTE

Sono tanti i nomi con i quali queste singolari aperture nei muri dei palazzi fiorentini sono state chiamate nei secoli. Eccoli qui di seguito, con in cima le nostre Buchette, il termine più comune e familiare, quello che abbiamo scelto per dare il nome alla nostra associazione.

Chi fosse a conoscenza di qualche altro modo usato per nominare questi piccoli tesori, per favore ce lo comunichi: andrà ad arricchire il nostro particolarissimo vocabolario.

 

BUCHETTE FINESTRINI

TABERNACOLI PORTICINE

MOSTRE SPORTELLINI

NICCHIE PORTE DEL PARADISO

FINESTRUOLE PORTICCIOLE

BUCHE FINESTRINE

PORTICELLE .............

 

Firenze, via dei Palchetti: ai numeri 2 e 4 ci sono due belle buchette. Una collega ancora la facciata ai locali interni dello storico ristorante-fiaschetteria "Il Latini".

Sotto: una "gobba" veneziana e un "nasone" romano.

Quelle strane aperture

 

Visitare una città d’arte italiana è un’esperienza affascinante perché permette di compiere un viaggio fra il passato e il presente ogni volta diverso. C’è davvero da sbizzarrirsi, perché accanto a musei prestigiosi e a chiese che ospitano capolavori celebrati in tutto il mondo questi luoghi straordinari per storia e cultura custodiscono anche piccole cose speciali, come arredi urbani insoliti o elementi architettonici unici, del tutto inusuali altrove.

Qualche esempio? Girovagando per Venezia ci s’imbatte in centinaia di “gobbe” o “pissabraghe” - curiose protuberanze di pietra collocate negli angoli bui per impedire ai malviventi di appostarsi ma anche per dissuadere i maleducati a usare le calle e le zone oscure delle chiese come orinatoi. A Roma, invece, non si può fare a meno di notare l’esercito dei duemila e più “nasoni”, fontanelle dal cannello ricurvo che distribuiscono gratuitamente acqua potabile in tutta la città.

 

Una peculiarità tutta fiorentina sono le “buchette”, aperture ad arco praticate sulle facciate degli edifici antichi, spesso in prossimità del grande portone d’ingresso. A differenza di gobbe e nasoni, queste strane finestrelle in pietra - troppo piccole e troppo basse per potersi affacciare e ormai in gran parte accecate - il più delle volte passano inosservate ai fiorentini come ai turisti, o vengono sbrigativamente catalogate come tabernacoli. Sembra incredibile perché sono più di cento e per la maggior parte si trovano in bella vista sui palazzi rinascimentali vanto della città, nelle vie percorse ogni giorno da orde di turisti. Ma come ha insegnato Edgar Allan Poe, sono proprio le cose in evidenza che sfuggono ai più!

Da queste finestrine ora in disuso, ma un tempo dotate di uno sportello in legno, i discendenti delle più antiche famiglie fiorentine hanno venduto per secoli il prodotto delle loro vigne. Più esattamente, erano i servitori addetti alla cantina del palazzo a praticare la vendita diretta: in un orario stabilito si bussava all’usciolino, si chiedeva la qualità di vino desiderata e il vinaio del conte o del marchese passava attraverso lo sportellino una misura di bianco o di “vermiglio” all’acquirente sulla pubblica via: dal produttore al consumatore!

Il vano delle buchette, non a caso, è alto e largo quanto un fiasco, il tipico contenitore di vetro impagliato, panciuto e con il collo lungo, usato in Toscana anche come misura del vino fino a poco tempo fa.

 

Cosa c'è nel sito

TESTI e IMMAGINI

 

L'Associazione Buchette del Vino gestisce il proprio sito con l'intento di comunicare, condividere, accogliere, rendere pubblico tutto ciò che riguarda la realtà di queste uniche e originali testimonianze del passato.

Il sito, in versione italiana e inglese, è strutturato in maniera semplice.

Nella HOME appaiono in evidenza i titoli e le aperture degli articoli più recenti, con eventuale link al testo completo nelle pagine di riferimento.

Nella sezione FATTI e DOCUMENTI aggiorniamo nelle sezioni di "DIARIO" le novità sulle scoperte, le iniziative e le segnalazioni,riportando nella parte "DOCUMENTI" le riproduzioni che riguardano a ricerche fatte, mentre nella sezione "SCHEDE" stiamo via via aggiornando, per ciascuna buchetta, le notizie che riguardano le sue specifiche caratteristiche e il luogo dove si trova.

ARTICOLI e RECENSIONI è l'archivio di tutti ciò che scriviamo e via via pubblichiamo, mentre alla voce ELENCO e MAPPE si trovano tutti gli aggiornamenti dei nostri dati di censimento.

Le immagini "segnaletiche" di tutte le buchette hanno il loro posto ordinato nelle pagine della PHOTO GALLERY suddivise tra quelle di Firenze e quelle del resto della Toscana: in ordine progressivo, secondo la numerazione da noi attribuita, formano un'unica e affascinante galleria, costantemente aggiornata.

Un ultimo spazio è dedicato ai CONTATTI, dove si trovano le indicazioni per qualunque tipo di richiesta, per associarsi e per comunicare con noi.

Buona navigazione.

 

Il sito, gestito dall'Associazione Buchette del Vino, è online dal 30 marzo 2016.

I testi sono a cura di Diletta Corsini, Matteo Faglia, Mary Forrest, salvo dove diversamente specificato.

 

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The text has been prepared by Diletta, Corsini, Matteo Faglia and Mary Forrest, except when otherwise indicated.

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