FATTI e DOCUMENTI

Lo Spedale... e la buca scomparsa!

l'incredibile scoperta di Diletta Corsini

 

Che i maggiori Spedali toscani fossero fin dal Medioevo “città nella città”, enti polifunzionali capaci di curare e ospitare pellegrini e infermi, accogliere e avviare al lavoro i bambini abbandonati, elargire elemosine e gestire un ingente patrimonio immobiliare è ben noto.

Che sorpresa invece, scoprire in un’antica pianta dello Spedale di Santa Maria Nuova la presenza delle “Stanze della buca dove si vende il Vino”!

La planimetria in questione, realizzata in occasione di un Censimento dei Beni nel 1707, descrive due ambienti contigui, situati al piano terra della fabbrica sotto l’ala est del loggiato, dotati di un’unica porta aperta su un cortile interno.

Un particolare della piazza, disegnata dello Zocchi circa quarant’anni dopo, illustra come avvenisse la vendita: da una buchetta! Un finestrino del vino con la consueta apertura ad arco spicca infatti come un curioso dettaglio al lato della finestra, ancora oggi esistente, delle “stanze della Buca”, sotto l’arco centrale del portico di destra.

Possibile che la buchetta fosse già in funzione prima del completamento del loggiato, avvenuto fra il 1707 e il 1710? Pare proprio di sì: in una stampa del 1684 che inquadra il lato destro della piazza si nota una specie di palazzina a due piani con un’insolita apertura in basso proprio sotto quella finestra…

 

Alcuni testi a stampa ci restituiscono un quadro più chiaro sull’organizzazione della cantina dello Spedale e della vendita al pubblico nel Settecento: Antonio Cocchi, uno dei più stimati medici fiorentini noto anche per la sua attività letteraria, nella sua Relazione sull’Arcispedale (1742) ci informa della presenza di un cantiniere affiancato da due garzoni che “custodisce il vino nella Cantina di Casa ricevendolo dalle fattorie, lo vende al minuto al popolo e ne consegna le porzioni quotidiane per gl’infermi”.

Fra gli Ordini per il Camarlingo di Santa Maria Nuova al tempo dello spedalingo Ricasoli spiccano invece i divieti per i cantinieri e per i loro garzoni di portare persone in cantina senza permesso, di abbandonare la Buca, di stabilire in autonomia il prezzo per le varie qualità di vino da vendere. Ci si preoccupa soprattutto che gli addetti alla Buca non “habbino l’ardire di servirsi de’danari che piglino”. Al Maestro di Casa si affida infine il compito di vigilare sui cantinieri affinché “non temperino (cioè non annacquino) il vino senza suo ordine”.

Il principale Spedale fiorentino utilizzava quindi il prodotto delle proprie vigne non solo per arricchire la dieta dei ricoverati, il vitto del personale e per la preparazione di farmaci, ma al pari delle famiglie nobili e di alcuni istituti religiosi commerciava il vino “maggiore del bisogno” per trarre profitto.

 

28 giugno 2018.

Bagno a Ripoli ha un nuovo finestrino

riceviamo da Massimo Casprini questa importante comunicazione

 

Ho scoperto soltanto oggi un finestrino a due passi da casa mia, in una strada che ho percorso migliaia di volte. E' murato a circa tre metri d'altezza ma è evidente che prima era in basso.

Si trova in via di Balatro n. 48, località Balatro nel comune di Bagno a Ripoli ed è sulla facciata di Casa Balatri, una costruzione del Seicento che era proprietà di questa famiglia che possedeva nelle vicinanze estesi vigneti.

Nonostante l'altezza, per me non ci sono dubbi, perché facendo un po' di ricerche sul posto sono venuto a sapere che pochi anni fa, nel corso dei restauri, non conoscendone la vera funzione, quel manufatto fu spostato dalla posizione in cui si trovava ad altezza d'uomo sulla strada, con l'intenzione di farne una piccola edicola sacra più in alto, cosa che poi non è mai stata completata.

La casa nel 1655 era abitata da Giovan Battista Balatri il quale possedeva vigneti nel vicino podere di Campolungo. Nel 1781 vi abitava Leopoldo Casini che faceva il mestiere di legnaiolo e non si sa se mantenne in esercizio il finestrino. Io penso di no.

Il borgo di Balatro (su cui sto scrivendo un libro) era un gruppo di case dove abitava povera gente che campava alla giornata: gli uomini andando a fare la fossa per le fattorie granducali di lappeggi e di Mondeggi, le donne arraggiandosi con qualche lavoretto in campagna perché, qui erano molte le famiglie scacciate dal podere. Mandare uno a Balatro era una vera punizione e condanna. Inoltre, la località si trova all'incrocio di importanti vie di comunicazione fin dal medioevo.

 

1 giugno 2018.

Una brutta storia a lieto fine

pubblichiamo la lettera inviata al Soprintendente di Firenze Andrea Pessina

 

Egregio Soprintendente,

le scrivo in veste di Presidente dell’Associazione Buchette del Vino, attiva in città da oltre due anni e pochi mesi fa destinataria del suo nulla osta per l’affissione di targhe segnaletiche sulle buchette di Firenze e dintorni, attività in corso di realizzazione.

 

Forse ha saputo dell’inammissibile intervento fatto venerdì scorso alla buchetta del vino di via Pandolfini, sulla facciata di palazzo Niccolini/Pagliano, segnalata da un cittadino su Facebook e subito ripresa da tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia di queste particolari testimonianze del nostro passato.

Grazie al tam tam della rete, la notizia dello scempio è giunta all’assessore Arianna Bettini del Comune di Firenze, che è prontamente intervenuta ottenendo l’immediato ripristino.

 

La mattina di sabato, alle 8.00, eravamo sul posto a constatare l’efficacia dell’intervento e a comunicare prontamente sulla nostra pagina Facebook il buon esito della nostra protesta.

Ci tenevo a comunicarle questa vicenda per sottolineare ancora una volta quanto sia importante vigilare sui beni di questa città, mobilitandosi appena si scoprono inspiegabili e inqualificabili interventi come in questo caso.

 

Nelle foto sono documentati la infelice collocazione delle prese d’aria del condizionatore e il succesivo ripristino effettuato nella stessa giornata.

 

Mi è gradita l'occasione per inviarle i più cordiali saluti

 

Matteo Faglia Firenze, 21 maggio 2018

Una nuova segnalazione a Lastra a Signa

 

L'appassionata di buchette Serena Mignolli ci ha fatto scoprire una nuova buchetta a Lastra a Signa. Si trova in via Ferruccio Castracani, in bella posizione sotto una finestra in un angolo riparato del palazzo, dove possiamo facilmente immaginare gli avventori con il loro fiasco da riempire.

Avevamo soltanto un'altra referenza in quella zona, in via di Calcinaia. Probabilmente c'è ancora tanto da scoprire, così come in diverse altre località della Toscana. Ne Abbiamo censito finora 77 buchette in tutta la regione,bisogna continuare a tenere gli occhi aperti.

 

30 maggio 2018

Buchette del Vino

Associazione Culturale

via della Pergola, 48

50121 FIRENZE

 

0039 0550503936

 

info@buchettedelvino.org

    Il sito, gestito dall'Associazione Buchette del Vino, è online dal 30 marzo 2016.

    I testi sono a cura di Diletta Corsini, Matteo Faglia, Mary Forrest, salvo dove diversamente specificato.

     

    This website is managed by the Wine Windows Association (Associazione Buchette del Vino).

    The text has been prepared by Diletta, Corsini, Matteo Faglia and Mary Forrest, except when otherwise indicated.

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