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sito dell'Associazione Culturale BdV di Firenze

Il vino del Granduca       di Laura Baldini

 

     Lo scrittore inglese John Evelyn, nel 1644, registra nel suo Diario – cronaca minuta e avvincente degli eventi che vanno dal 1640 al 1706 –un fatto singolare su Ferdinando II de’ Medici: il vino che gli avanza, il Granduca lo vende nelle cantine del suo palazzo; non solo, ma tiene i fiaschi impagliati appesi alla volta dell’ingresso principale di Pitti.

     La notizia, così come la si legge, ha un po’ dell’incredibile; non tanto per il fatto di vendere il vino, quanto per l’uso di appendere i fiaschi impagliati alla volta dell’ingresso principale, passaggio obbligato per chiunque si recasse in visita al Granduca.


10 luglio 2019

Cronaca

da

Palazzo

Pitti

Un'altra buchetta in Borgo degli Albizi

 

   Ricciardo Artusi è studioso e fine conoscitore della storia fiorentina, e ha un occhio particolare per le buchette del vino: soprattutto quelle nascoste nel legno dei portoni. Due anni fa (vedi la notizia nella nostra pagina del Diario 2016) si accorse della sagoma di una buchetta sotto uno spesso strato di vernice in un portone di Palazzo Medici Riccardi.

   Ieri ne ha scoperta un'altra, in borgo degli Albizi 21, nell'ingresso di un palazzo che riporta lo stemma della famiglia Albizi. E così diventano 6 quelle finora conosciute e censite in questa strada (l'antico decumano romano), uguagliando il record di via Santo Spirito. In tutto il centro storico siamo a 146, la ricerca continua.


15 maggio 2019.

Le "buchete da ven"... di Faenza!      

                                         di Diletta Corsini

 

Grazie alla segnalazione della signora Vilma Ortolani, che ci ha contattati attraverso la pagina FB, scopriamo che anche Faenza ha avuto i suoi finestrini del vino. Ricavati nei portoni di case e palazzi, l'origine di queste aperture risale alla prima metà dell'ottocento e precisamente all'editto emanato il 12 luglio 1824 dal Cardinale Agostino Rivarola, inviato di papa Leone XII a Ravenna per combattere giacobinismo e carboneria. Siamo nel territorio dello Stato Pontificio, fuori dai confini del Granducato di Toscana, e la notizia è davvero clamorosa.



28 aprile 2019.

San Casciano, una buchetta "volante"?


  Non è la prima, non sarà neanche l'ultima, ma una risposta certa non siamo in grado di darla. Come ci segnala Antonio Taddei, che ringraziamo di cuore, ha tutta l'aria di un vero e proprio finestrino del vino, addirittura trasformato, come in altri casi, in cassetta delle lettere. Ma come si spiega che si trovi al primo piano, irraggiungibile sia dalla strada che dalla più vicina finestra? Eppure la forma, i materiali, le misure sono proprio quelle delle aperture usate per vendere il vino a fiaschi.

   Niente da fare, per adesso, se non troviamo testimonianze e documenti che, come in un altro caso vicino a Bagno a Ripoli, ci raccontano per esempio che è stata spostata da una posizione più consona per conservarla ma che originariamente si trovava ad altezza di braccio, non possiamo inserire questa bella scoperta nell'elenco ufficiale delle buchette del vino.   

   Ma la voglia di approfondire è tanta, e presto faremo un salto in via Lucardesi 29, nel centro di San Cascianio Val di Pesa, per vedere di scoprire qualcosa di più.

       

10 febbraio 2019

E' nata la sezione

pistoiese della

nostra Associazione



   Venerdì 25 gennaio, presso la libreria

“Il Globo” in Via Bruno Buozzi 25 a Pistoia

si è tenuta una pubblica riunione durante la

quale è stata comunicata la nascita  una

sezione pistoiese dell’Associazione Buchette

del Vino, volta alla conoscenza e alla tutela

dei finestrini anticamente usati per la vendita

del vino sulla pubblica via, presenti in buon

numero nel nostro centro storico.

   Pistoia è infatti, dopo Firenze, la seconda

città della Toscana quanto a diffusione delle

nostre buchette, che sono state in funzione

probabilmente dal ’500 alla fine del XIX

secolo, quando sono state progressivamente

abbandonate, tamponate, dimenticate e

spesso distrutte o riutilizzate per fini

incongrui.

   I numerosie recenti  ritrovamenti in città

ci hanno convinto a promuovere anche a

Pistoia l’Associazione Buchette del Vino, attiva a Firenze dal 2015, accettandone pienamente lo statuto e condividendone il sito internet.

   Lo scopo primario dell’Associazione sarà, anche a Pistoia,  la ricerca di “nuove” buchette ad oggi sconosciute, il loro studio, la loro tutela, la loro valorizzazione turistica in accordo con l’amministrazione comunale e con tutte le associazioni e istituzioni culturali della città.

   Per associarsi basta aderire compilando l'apposito modulo su questo sito nella pagina "contatti". Sempre nel sito, le notizie e le attività che riguardano Pistoia e dintorni sono raggruppate in una pagina creata ad hoc e chiamata QUI PISTOIA, che potete vedere nel menu principale o raggiungere con il link rosso qui sotto.


Il Comitato Promotore

Emiliano Gentili, Claudio Gori, Massimiliano Lombardi, Roberto Morassi.


   


Lo Spedale...                    e la buca scomparsa!      

    l'incredibile scoperta                                          di Diletta Corsini



  Che i maggiori Spedali toscani fossero fin dal Medioevo “città nella città”, enti polifunzionali capaci di curare e ospitare pellegrini e infermi, accogliere e avviare al lavoro i bambini abbandonati, elargire elemosine e gestire un ingente patrimonio immobiliare è ben noto.

   Che sorpresa invece, scoprire in un’antica pianta dello Spedale di Santa Maria Nuova la presenza delle “Stanze della buca dove si vende il Vino”!


28 giugno 2018.

scoop

in pieno centro!


Una targa per ogni buchetta   di Matteo Faglia


   Abbiamo voluto cominciare da una delle buchette più significative e più fotografate: quella sul lato del Palazzo Antinori, in via del Trebbio 1. Il Marchese Piero Antinori, tra i nostri primi e più entusiasti soci, ha ospitato il 13 dicembre scorso una simpatica e partecipata "cerimonia" durante la quale ci siamo scambiati notizie e auspici sulla storia e il destino dei Finestrini del Vino, abbiamo "scoperto" la prima targa d'ottone e abbiamo brindato al successo dell'iniziativa che, con tutta       

                                        la pazienza del caso, porterà alla segnalazione di tutte le                           

                                         referenze censite e "certificate" dalla nostra Associazione.

                                        Cominciando ovviamente dalla città di Firenze, per poi

                                        allargarci al resto della Toscana.


                                        Presenti tra gli altri l'autore del libro "I Finestrini del Vino"

                                        Massimo Casprini, l'arch. Lia Pescatori della

                                        Soprintendenza che ha dato il nulla osta all'operazione,

                                        altri proprietari di buchette e alcuni giornalisti, tra cui

                                        Milko Chilleri che ha girato questo bel video visibile su

                                        www.rossorubino.tv.

Certaldo Alto

                                 

   La nostra socia Marita ha fatto interessanti scoperte a Certaldo Alto. In Piazza San Jacopo e Filippo, altezza, dimensioni e foggia non lasciano dubbi, andremo a curiosare all'interno per vedere cosa è rimasto. 










   

   E che dire dell'apertura in via della Rena 4, così evidente all'interno e, invece, nascosta e quasi irriconoscibile tra i mattoni della parete esterna?


Buchette del Vino

L'ASSOCIAZIONE HA COMPIUTO TRE ANNI


    Tutto è iniziato alla fine di ottobre del 2015 quando abbiamo fondato a Firenze questa nuova Associazione Culturale con l'intento di far conoscere, valorizzare e salvaguardare il patrimonio unico e irripetibile delle cosiddette Buchette del Vino.

     

     Con questo nome vengono comunemente indicate quelle aperture nelle facciate di tante case e tanti palazzi fiorentini, attraverso le quali sono passati di mano, nel corso di oltre tre secoli, milioni di fiaschi e bicchieri di vino buono. Venduto direttamente dal produttore al consumatore, in alternativa ai vinai e alle osterie, secondo una modalità commerciale del tutto originale, questii "finestrini" sono il frutto dell’inventiva e dell’iniziativa dei numerosi produttori di vino insediati nel contado toscano e residenti in città.

     

     L’Associazione, nata con intenti culturali e senza scopo di lucro, in questi anni di attività ha sviluppato innanzitutto il censimento nel territorio fiorentino, arrivando a catalogare quasi 170 referenze, dalle 90 circa da cui eravamo partiti. L'attenzione si è allargata anche al resto della Toscana, dove si segnalano altri 80 finestrini del vino in 30 diverse località, con la certezza di dover assistere ad ancora numerose scoperte.

     

     A Firenze sono state avviate, su percorsi differenti nel centro storico, sia visite guidate che "cacce alle buchette", e in più occasioni abbiamo tenuto incontri e "conferenze" sul tema, ospiti di altre associazioni culturali o di librerie. Dopo la riedizione del libro di Massimo Casprini "I finestrini del vino", abbiamo realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di risparmio una mappa cartacea delle buchette del Centro Storico di Firenze e continuiamo, con il nulla osta della Soprintendenza, l'apposizione di targhe segnaletiche za accordo con i proprietari di buchette.

     

     Ai sempre più numerosi appassionati che ci seguono offriamo continui aggiornamenti attraverso questo sito e con la nostra pagina Facebook, con l’invito a partecipare e a condividere con l'Associazione qualunque tipo di informazione o suggerimento.


Matteo Faglia

Presidente Associazione Buchette del Vino


Novembre 2018

Due cartoline a confronto: la prima, 1965 circa, con tre scorci di via Palazzo dei Diavoli dove si intravedono una o forse due buchette.

La seconda, con le stesse inquadrature nell'estate 2015: addio buchette!

Quanti nomi

NON SOLO BUCHETTE

     Sono tanti i nomi con i quali queste singolari aperture nei muri dei palazzi fiorentini sono state chiamate nei secoli. Eccoli qui di seguito, con in cima le nostre Buchette, il termine più comune e familiare, quello che abbiamo scelto per dare il nome alla nostra associazione.

     Chi fosse a conoscenza di qualche altro modo usato per nominare questi piccoli tesori, per favore ce lo comunichi: andrà ad arricchire il nostro particolarissimo vocabolario.


BUCHETTE               FINESTRINI

TABERNACOLI            PORTICINE

MOSTRE                 SPORTELLINI

NICCHIE                PORTE DEL PARADISO

FINESTRUOLE            PORTICCIOLE

BUCHE                  FINESTRINE

PORTICELLE             .............


Cosa c'è nel sito

TESTI e IMMAGINI


     L'Associazione Buchette del Vino gestisce il proprio sito con l'intento di comunicare, condividere, accogliere, rendere pubblico tutto ciò che riguarda la realtà di queste uniche e originali testimonianze del passato.

     Il sito, in versione italiana e inglese, è strutturato in maniera semplice.

     Nella HOME appaiono in evidenza i titoli e le aperture degli articoli più recenti, con eventuale link al testo completo nelle pagine di riferimento.

     Nella sezione FATTI e DOCUMENTI aggiorniamo nelle sezioni di "DIARIO" le novità sulle scoperte, le iniziative e le segnalazioni,riportando nella parte "DOCUMENTI" le riproduzioni che riguardano a ricerche fatte, mentre nella sezione "SCHEDE" stiamo via via aggiornando, per ciascuna buchetta, le notizie che riguardano le sue specifiche caratteristiche e il luogo dove si trova.

     ARTICOLI e RECENSIONI è l'archivio di tutti ciò che scriviamo e via via pubblichiamo, mentre alla voce ELENCO e MAPPE si trovano tutti gli aggiornamenti dei nostri dati di censimento.

     Le immagini "segnaletiche" di tutte le buchette hanno il loro posto ordinato nelle pagine della PHOTO GALLERY suddivise tra quelle di Firenze e quelle del resto della Toscana: in ordine progressivo, secondo la numerazione da noi attribuita, formano un'unica e affascinante galleria, costantemente aggiornata.   

    Un ultimo spazio è dedicato ai CONTATTI, dove si trovano le indicazioni per qualunque tipo di richiesta, per associarsi e per comunicare con noi.

    Buona navigazione.


Il sito, gestito dall'Associazione Buchette del Vino, è online dal 30 marzo 2016.

I testi sono a cura di Diletta Corsini, Matteo Faglia, Mary Forrest, salvo dove diversamente specificato.


This website is managed by the Wine Windows Association (Associazione Buchette del Vino).

The text has been prepared by Diletta, Corsini, Matteo Faglia and Mary Forrest, except when otherwise indicated.

Firenze, via dei Palchetti: ai numeri 2 e 4 ci sono due belle buchette. Una collega ancora la facciata ai locali interni dello storico ristorante-fiaschetteria "Il Latini".

Sotto: una "gobba" veneziana e un "nasone" romano.

Quelle strane aperture


     Visitare una città d’arte italiana è un’esperienza affascinante perché permette di compiere un viaggio fra il passato e il presente ogni volta diverso. C’è davvero da sbizzarrirsi, perché accanto a musei prestigiosi e a chiese che ospitano capolavori celebrati in tutto il mondo questi luoghi straordinari per storia e cultura custodiscono anche piccole cose speciali, come arredi urbani insoliti o elementi architettonici unici, del tutto inusuali altrove.

 

     Qualche esempio? Girovagando per Venezia ci s’imbatte in centinaia di “gobbe” o “pissabraghe” - curiose protuberanze di pietra collocate negli angoli bui per impedire ai malviventi di appostarsi ma anche per dissuadere i maleducati a usare le calle e le zone oscure delle chiese come orinatoi. A Roma, invece, non si può fare a meno di notare l’esercito dei duemila e più “nasoni”, fontanelle dal cannello ricurvo che distribuiscono gratuitamente acqua potabile in tutta la città.


     Una peculiarità tutta fiorentina sono le “buchette”, aperture ad arco praticate sulle facciate degli edifici antichi, spesso in prossimità del grande portone d’ingresso. A differenza di gobbe e nasoni, queste strane finestrelle in pietra  - troppo piccole e troppo basse per potersi affacciare e ormai in gran parte accecate - il più delle volte passano inosservate ai fiorentini come ai turisti, o vengono sbrigativamente catalogate come tabernacoli. Sembra incredibile perché sono più di cento e per la maggior parte si trovano in bella vista sui palazzi rinascimentali vanto della città, nelle vie percorse ogni giorno da orde di turisti. Ma come ha insegnato Edgar Allan Poe, sono proprio le cose in evidenza che sfuggono ai più!

 

     Da queste finestrine ora in disuso, ma un tempo dotate di uno sportello in legno, i discendenti delle più antiche famiglie fiorentine hanno venduto per secoli il prodotto delle loro vigne. Più esattamente, erano i servitori addetti alla cantina del palazzo a praticare la vendita diretta: in un orario stabilito si bussava all’usciolino, si chiedeva la qualità di vino desiderata e il vinaio del conte o del marchese passava attraverso lo sportellino una misura di bianco o di “vermiglio” all’acquirente sulla pubblica via: dal produttore al consumatore!

     Il vano delle buchette, non a caso, è alto e largo quanto un fiasco, il tipico contenitore di vetro impagliato, panciuto e con il collo lungo, usato in Toscana anche come misura del vino fino a poco tempo fa.


Buchette del Vino

Associazione Culturale

via della Pergola, 48

50121 FIRENZE


0039 0550503936


info@buchettedelvino.org